Vita Cristiana

Pubblicato il 9 Giugno 2020 | di Silvio Biazzo

La Madre dei Poveri vive sempre con noi

Dopo centodieci anni ancora il suo ricordo è vivo più che mai, è La Fondatrice: nel lontano 10 giugno del 1910 la nobildonna Maria Scininà lascia questo mondo dopo avere fondato il prestigioso Istituto Sacro Cuore, emblema della carità di questa terra iblea ( la sua istituzione risale al 9 maggio 1889, prime componenti solo 5 umili consorelle ). La festa liturgica della Beata è stata fissata in calendario il 12 giugno : la nostra comunità circa trent’ anni addietro ha registrato il grande evento della Sua Beatificazione avvenuta il 4 novembre 1990.
Maria Schininà nasce a Ragusa il 10 aprile 1844: il padre è il Cav. Giambattista Schininà dei Marchesi di Sant’Elia e dei Baroni di San Filippo del Monte, la madre la N.D. Rosalia Arezzo Grimaldi dei Duchi di S.Filippo delle Colonne, è la quinta di otto figli. Cresce in un ambiente familiare dove venivano professati i principi cristiani, ricevendo un’educazione integerrima con l’aiuto del sacerdote Vincenzo Di Stefano suo precettore, figura usuale nelle famiglie nobili.
Seguendo l’istinto della sua età frequentò, sempre con liceità, la danza, la moda, soprattutto la musica cui aveva una particolare predilezione; al punto che nel 1860, a 16 anni, divenne l’animatrice della costituenda banda musicale di Ragusa e in occasione dei festeggiamenti per l’Unità d’Italia ebbe il privilegio da parte del maestro della banda, di battere il tempo con la bacchetta, durante il concerto in piazza S. Giovanni. Ma questo mondo effimero non appaga l’animo di Maria: i suoi momenti più veri li vive nella ricerca interiore dell’Onnipotente cui si sente sempre più attratta.
La morte del padre segna la svolta della sua vita: abbandona ricevimenti e mondanità, si veste con umiltà, visita i bisognosi e la povera gente, i “tuguri” diventano la “sua nova casa”, viene così soprannominata la “madre dei poveri”. La successiva morte della madre nel 1884 rafforza la sua decisione di entrare in clausura: sarà mons. Benedetto La Vecchia Guarneri, arcivescovo di Siracusa a dissuaderla e a convincerla a continuare il suo apostolato all’esterno, come prima direttrice della Pia Unione Figlie di Maria. E poi il 9 maggio 1889 il grande evento: nasce la prima cellula dell’Istituto Sacro Cuore della quale è la Superiora, missione primaria il ricovero delle orfane abbandonate e povere e degli anziani invalidi. Da allora l’ istituzione si è sparsa a macchia d’olio in tutto il mondo:si dà persino asilo ai profughi del terremoto di Messina del 1908. Dopo la sua morte la sua opera sarà proseguita e potenziata dalle consorelle: l’impronta indelebile della Fondatrice rimane ancora oggi nelle decine di Istituti sparsi in Italia ed oltralpe, specie in terra di missione (Madagascar). Qui molteplici sono le attività svolte: educativo-assistenziali, ospedaliere, assistenza domiciliare, presenza viva nelle scuole e nelle parrocchie.
Le sue spoglie mortali sono custodite nella Casa Madre di Ragusa, all’interno del Convento, e sono meta di continuo pellegrinaggio da parte dei fedeli, così come il piccolo museo che accoglie i suoi oggetti personali.

Tags: , , ,


Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna Su ↑
  • Follow by Email
    Facebook
    YouTube
    Instagram
  • Sostenitori

  • RSS Ultime dal SIR