Politica

Pubblicato il 3 Agosto 2020 | di Mario Cascone

Vittoria verso le elezioni amministrative

Il prossimo 4 ottobre a Vittoria si voterà per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale. Dopo due anni di gestione commissariale della città, a causa dello scioglimento del precedente consiglio comunale per infiltrazione mafiosa, i cittadini di Vittoria torneranno ad esercitare il loro diritto di voto, ripristinando nella città gli organismi amministrativi democraticamente eletti.

Come si presenta Vittoria a quest’importante appuntamento? Certamente in condizioni a dir poco precarie, causate da tutta una serie di problemi irrisolti da anni e dalla mancanza di adeguate politiche per lo sviluppo della città, ma anche per il suo corretto funzionamento. Dalla pesante crisi economica, che attanaglia soprattutto l’agricoltura e il mercato ortofrutticolo, ai problemi dell’acqua, dell’igiene urbana, dell’ordine pubblico, dei servizi sociali il volto della città si presenta in pessime condizioni. Chi sarà chiamato ad amministrarla dovrà veramente rimboccarsi le maniche, perché c’è tanto lavoro da fare e le risorse, sia quelle economiche che quelle delle persone, sono limitate.

Si tratterà di coinvolgere tutti i cittadini in un’opera di ricostruzione della convivenza civile, valorizzando le numerose associazioni esistenti, soprattutto quelle di volontariato. Si tratterà di superare quello strutturale individualismo, che alberga nell’animo di molti vittoriesi, impedendo di impegnarsi in modo associato per il perseguimento del bene comune. Si tratterà di guardare con attenzione i poveri e gli ultimi, perché la qualità di un’amministrazione si valuta non da quello che sa fare per le persone più abbienti, ma dalle politiche che è in grado di esprimere a favore delle categorie sociali più emarginate. Sarà necessario, per dirla in breve, impostare un’azione politica autenticamente democratica, che sia in grado di valorizzare l’apporto di tutti e di intavolare un permanente dialogo costruttivo per il bene della città. È auspicabile, da questo punto di vista, che anche la necessaria dialettica fra maggioranza e opposizione venga condotta su toni pacati e sempre costruttivi.

Anche la comunità ecclesiale è chiamata a fare la sua parte, ponendo al servizio della città le sue migliori energie e cercando di favorire il dialogo fra tutte le parti, al fine di conseguire il bene di tutti e di ciascuno. Al di là delle singole candidature alla carica di sindaco, ciò che importa a noi cristiani è che chi verrà eletto si ponga sinceramente e generosamente al servizio di tutti i cittadini, e soprattutto di quelli, fra essi, che versano nelle peggiori condizioni economico-sociali. Ci importa altresì che il futuro sindaco sia un uomo di dialogo, capace di valorizzare anche il contributo che noi cristiani siamo in grado di offrire. È in questa direzione che va il documento approntato dal consiglio pastorale cittadino, che intende essere un aiuto e uno sprone a tutti quelli che si stanno cimentando in questa tornata elettorale.


Autore

Mario Cascone

Sacerdote dal 1981, attualmente Parroco della Chiesa S. Cuore di Gesù a Vittoria, docente di Teologia Morale allo studio Teologico "San Paolo" di Catania e all'Istituto Teologico Ibleo "S. Giovanni Battista" di Ragusa, autore di numerose pubblicazioni e direttore responsabile di "insieme".



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