Politica

Pubblicato il 22 Settembre 2020 | di Maria Teresa Gallo

La vera sfida è creare una comunità. Vittoria deve andare oltre le emergenze

Salvo sorprese dell’ultima ora, saranno quattro i candidati a sindaco per le elezioni amministrative del 22 e 23 novembre. A contendersi la guida del governo della città e porre fine ad un commissariamento che dura da oltre due anni, saranno Francesco Aiello, sostenuto dal Pd, Psi e liste civiche; Salvatore Di Falco espressione di liste civiche, una delle quali comprende dissidenti e fuoriusciti dal M5S; Piero Gurrieri che è invece rappresenta il M5S certificato dai vertici; Salvo Sallemi che avrà al suo fianco Fratelli d’Italia, Sviluppo Ibleo, Forza Italia e Lega. Aiello è espressione dell’area di centrosinistra, Sallemi di centrodestra, mentre Di Falco e Gurrieri sono trasversali ai due schieramenti e puntano soprattutto a contendersi l’elettorato cattolico.

Fermo restando le diverse sensibilità su alcune tematiche, capire nella sostanza cosa differisce i singoli candidati non è semplice perché, di fronte ad una città problematica e con gravissime criticità da affrontare, le ricette sembrano in parte coincidere soprattutto quando i programmi non possono essere spiegati nel dettaglio. La città è allo stremo e la lista delle cose che non funzionano è lunga e riguarda ormai la stessa qualità della vita messa giornalmente a dura prova. Nei comizi e sui social si parla molto di acqua, manto stradale, movida, crisi agricola ed economica in genere, randagismo, raccolta differenziata, sicurezza delle scuole, turismo e legalità.

Quello che ancora manca nel dibattito è il come si costruisca una comunità che faccia della legalità e del rispetto delle regole il suo modo di vivere e dove non debba più succedere di confondere il diritto con il favore; poco si discute di come debellare l’abbandono scolastico che rimane tra i più alti in provincia e che poi si ripercuote sul tessuto sociale cittadino generando microcriminalità; come garantire il diritto all’istruzione a chi vive nel disagio economico; come contrastare l’evasione dei tributi. Serve pure capire se c’è veramente la volontà di completare, dopo un decennio, il centro di compostaggio che eliminerebbe la dipendenza su dove conferire l’umido. Quello che più di ogni cosa vogliono sapere i cittadini prima del voto è come si intenderà conciliare la movida notturna (quella fatta di musica fuori controllo fino all’alba, ubriacature e consumo di sostanze stupefacenti) con il decoro e il diritto alla tranquillità, quali i tempi per avere il trasporto pubblico urbano e un nuovo piano del traffico, in che modo cambierà il servizio di raccolta differenziata, i tempi per risolvere la grave crisi idrica, se ci sarà un servizio manutenzioni efficiente che si prenda cura del verde pubblico, di riparare entro tempi normali i guasti alla condotta idrica e fognaria e alla illuminazione, magari utilizzando in alcuni casi i percettori del reddito di cittadinanza. Altro aspetto molto sentito, è l’efficientamento della macchina comunale e far funzionare, dopo tantissimi anni di disservizi, i telefoni e il centralino, compreso quello della Polizia municipale. Serve inoltre avere chiaro come arginare bullismo e micro criminalità.

 

 

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Autore

Maria Teresa Gallo

Docente di italiano e storia e giornalista pubblicista, amante dello sport.



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