Cultura

Pubblicato il 9 Dicembre 2020 | di Redazione

San Rocco immagine religiosa e laica di chi non smette mai di sperare

Quale santo invocare in questa pandemia, ma soprattutto perché invocare un santo? La mentalità scristianizzata e razionalista del XXI secolo leggerebbe il tutto come un segno di arretratezza e puerilità. Gli stessi credenti, a volte, nutrono una specie di allergia per la venerazione dei santi. Cattolici quasi “protestantizzati” non comprendono più la dottrina del culto ai santi, altri invece ne fanno un abuso.

A parte le chiese dedicate ai santi, abbiamo tante edicole votive che spesso testimoniano sia eventi storici accaduti sia il sentimento religioso dei fedeli con cui questi eventi sono stati vissuti. Ed ecco che trovi tempietti religiosi di ogni genere, collocati in una piazza centrale o in una nascosta viuzza. Alla Madonna, a San Giuseppe, al Patrono del paese, a un santo o una santa determinati. In molti di questi altari urbani si trova il motivo dell’edificazione: per la carestia, per la peste, per la guerra, per il morbo, per il colera, per…per… Perfino in chiesa sono sorti altari per questo o quel santo invocati per una grazia speciale a beneficio dell’intera collettività o per ringraziamento di uno “scampato pericolo”. Spesse volte si invoca la Vergine santissima sotto vari titoli: della salute, degli infermi, dei pericoli, delle grazie, delle vittorie, dei miracoli, ecc. Altre volte si è chiesto il patrocinio di alcuni santi taumaturgici considerati “potenti e miracolosi”; ed ecco – per esempio – i famosi 14 santi ausiliatori, tra questi i più popolari nel nostro territorio ibleo: Santa Barbara, San Biagio, San Giorgio e San Vito.

In questo periodo pandemico, il virus Covid-19 non può non riportarci a una similitudine con la peste o le epidemie/pandemie passate. Il santo protettore per sconfiggere questi morbi pestilenziali è San Rocco, originario di Montpellier in Francia, che acquistò fama di santità con il suo pio peregrinare per l’Italia curando gli appestati. A Ragusa abbiamo una chiesa a lui dedicata, mentre nella chiesa delle Anime sante del Purgatorio e del SS. Ecce Homo sono stati costruiti due altari votivi in suo onore.

Nel mezzo della prima ondata pandemica il sottoscritto propose un’iniziativa affinché negli ospedali venisse collocata un’immagine del santo di Montpellier; certamente alcuni dissensi non sono mancati invocando la laicità dei luoghi pubblici, ma i segni possono essere interpretati diversamente da chi li legge. Un credente può, per mezzo di una effigie, invocare la protezione di Dio per intercessione del santo, un laico invece può leggere nel personaggio Rocco l’immagine simbolica e sintetica di tutti i medici, infermieri e del personale sanitario che hanno dato la loro professionalità e vita per assistere i malati di Covid. Insomma posizionare in un reparto di malattie infettive la statua o un quadro di un giovane che ha dato la sua vita per assistere gli appestati (i contagiati di covid del 2020) non credo che possa offendere i laici o chicchesia. I nostri padri, anche con questi segni, hanno destato speranza e volontà di superare situazioni tristi della storia, quali una guerra, una peste, una carestia. Altro che arretratezza!

Paolo Antoci

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Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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