Società

Pubblicato il 23 Dicembre 2020 | di Vincenzo La Monica

Aiutare e sostenere i fratelli nel bisogno Il buon Natale della famiglia Caritas

Domenico e Raffale parlano fitto con Concetta. Si scambiano idee sulle lasagne al forno e i contorni di patate, pensano a come utilizzare al meglio la grossa donazione di biscotti e tonno in scatola.

Come in tutte le famiglie, anche in quella della Caritas, si sta preparando il menu di Natale.

E, come in ogni casa, il direttore Domenico e i responsabili del Ristoro San Francesco si stanno ingegnando per mantenere viva una tradizione e una consuetudine che la pandemia ha riformulato in negativo.

In questo Natale 2020, tra i tanti “non si può” imposti dal Covid, non si potrà organizzare il pranzo del 25 dicembre al Ristoro di San Francesco. Ma la Caritas non potrà nemmeno lasciare nella solitudine le tante persone spaventate e oppresse dai lutti, dalla malattia, dalla perdita del lavoro, dall’angoscia per una normalità ancora lontana da immaginare. Forse questa è la cifra di un Natale che sarà inevitabilmente mesto: continuare a stare accanto alle fragilità mentre le circostanze ci impongono le distanze, coltivare coesione mentre si sviluppa la pianta della segregazione.

Per Natale le persone abitualmente assistite dal Ristoro di San Francesco potranno ritirare d’asporto il proprio pranzo e consumarlo a casa, con la prudenza e la responsabilità che anche il nostro vescovo ha raccomandato nello svolgimento delle attività caritative.

Ma per alleggerire la pesantezza di un Natale diverso da tutti gli altri che abbiamo vissuto, in un periodo che ci costringe a farci piccoli come il Dio che nasce, porteremo con noi la consapevolezza del grande lavoro fatto durante questi mesi di emergenza per testimoniare la presenza e l’efficacia dell’agire della Chiesa locale.

Il nostro Buon Natale sarà sapere che oltre 150 volontari si sono messi a disposizione della Caritas per aiutare i fratelli nel bisogno, che centinaia di aziende, associazioni, club service e privati cittadini hanno donato denaro o beni materiali per venire incontro ai bisogni dei più deboli, che grazie a uno sforzo collettivo che ha coinvolto anche i Comuni, si è rafforzata la rete tra il terzo settore e il pubblico.

Solo pochi numeri: la Caritas da marzo ad oggi ha distribuito oltre 250 tonnellate di derrate alimentari e prodotti per l’igiene intima e della casa. Durante la prima e la seconda ondata le famiglie aiutate in diocesi sono state circa 3.500, per un totale di quasi 10.000 persone che comprendevano anche 2.500 minori. La mappa dei bisogni ha visto in cima alle richieste quelle relative alla casa e alle utenze, ma parecchie domande d’aiuto hanno riguardato l’ambito alimentare e l’acquisto di bombole del gas e tablet per consentire la didattica a distanza. Ancora molte famiglie, che prima della pandemia erano sconosciute ai servizi Caritas, si rivolgono ai centri ascolto. L’ulteriore chiusura di queste settimane e la riduzione di lavoro per ristoranti, bar, alberghi, negozi in cui molti ragusani lavorano, anche in maniera informale e saltuaria, è destinata ad aggravare i bisogni di diversi nostri concittadini. Con questa consapevolezza sappiamo che non sarà un buon Natale, ma che, nel dono di ogni alba ricevuta che perpetua il Natale in ogni giorno dell’anno, dobbiamo lavorare perché lo diventi.

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