Vita Cristiana

Pubblicato il 5 Febbraio 2026 | di Enrico Giordano

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La carità che fa storia

2025: un anno che non sarà facile dimenticare per la Chiesa universale e diocesana. Si è appena chiuso il Giubileo della Speranza ordinario nell’impostazione, ma straordinario per la particolare ineffabile “staffetta”, un passaggio di testimone, tra l’amatissimo papa Francesco che lo ha indetto e, dopo un passaggio provvidenzialmente rapido, e papa Leone XIV che lo ha chiuso qualche giorno fa.
In questo stesso anno abbiamo celebrato anche il Giubileo diocesano in occasione del 75° anno dalla fondazione della Diocesi dalla costola dell’arcidiocesi di Siracusa.
Sempre le 2025 abbiamo ricordato, celebrato il 50° dalla costituzione della Caritas diocesana e, per questo, ci siamo tutti ritrovati il 18/12 scorso nel saloncino del Seminario. E dico “siamo” perché eravamo tanti la cui vita si è incrociata, poco o molto, con la strada della Caritas, tanti da non entrare nella sala, ma pochi considerando tutti quelli coinvolti da questo “fenomeno” ai nostri giorni che rappresentano, a loro volta, le generazioni che si sono succedute in 50 anni, un paese. Le famiglie, le persone aiutate si contano a migliaia, i volontari disseminati nei centri di ascolto, nelle parrocchie, nelle case protette, nei progetti solidali sono centinaia, tra di loro possiamo distinguere gli oltre 1500 ragazze e ragazzi che anno scelto negli anni di prestare il Servizio Civile Universale (SCU) e che una volta, ai tempi della leva obbligatoria, si chiamavano obiettori.
L’assemblea naturalmente è stata presieduta dal Vescovo che sempre apprezza il lavoro della Caritas come anche i suoi predecessori Cuttitta, Urso e Rizzo che «accolse l’invito della C.E.I. a fare della carità non solo un gesto spontaneo e occasionale, ma un segno permanente, organizzato e pedagogico della comunione ecclesiale» (omelia in occasione del Giubileo degli operatori della carità) ed istituì la Caritas diocesana il 18 maggio 1975 e la affidò al primo ed indimenticato direttore mons. Giovanni Battaglia. «Le straordinarie capacità intuitive di mons. Battaglia – ha ricordato Domenico Leggio, l’attuale direttore – la sua dedizione e la sua lucidità sono ancora oggi un lascito che guida il cammino della Caritas».
Elencare e minimamente presentare qui tutte le attività della Caritas diocesana è impossibile: ci vorrebbe un intero giornale e forse non basterebbe tanto che la stessa Caritas ha edito un “Quaderno” di un centinaio di pagine distribuito alla fine dell’incontro. Basta guardarci un po’ intorno e sicuramente ne troveremo una, ma forse ci è più utile la ricetta di tutto questo e ce la fornisce lo stesso Domenico con le tre vie indicate da papa Francesco: la via degli Ultimi, dei più fragili ed indifesi, poveri, soli, sfruttati; la via del Vangelo «che esige lo stile dell’amore umile e gratuito», la via della «creatività, la “fantasia della carità” che ci spinge ad avere il coraggio di essere pungolo profetico».
C’è, però, la tentazione – ci avverte Leggio – di considerare la Caritas «un ufficio a cui delegare la carità» e non il braccio di tutta la comunità che tende la mano: in altre parole di Mons. La Placa «non esistono specialisti della carità, ma comunità che scelgono di camminare con i poveri» (ibidem).

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Autore

Nato a Ragusa nel 1959. Bancario dal 1979 al 2022. Aderisce all’associazionismo ecclesiale ed è dedito al volontariato rivolto verso l’aiuto alimentare agli indigenti e per il rispetto del diritto alla vita. Già direttore di Insieme e presidente del Movimento per la Vita di Ragusa.



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