Cultura

Pubblicato il 18 Febbraio 2021 | di Francesca Cabibbo

Si restaura il sarcofago dei conti Naselli Trovati i resti dei signori di Comiso

Un sarcofago in pietra arenaria nella cappella del santuario dell’Immacolata a Comiso. È situato dietro l’altare della chiesa, non visibile ad occhio nudo ed è stato realizzato in pietra arenaria. È senz’altro più antico dell’altro più moderno, realizzato in marmo, opera della scuola del Gagini e che rappresenta Baldassarre II Naselli vestito da guerriero, che giace con il capo reclinato sorretto da un braccio, sopra il sarcofago.  Il primo sarcofago invece, più antico, è meno noto e meno visibile: da tempo la pietra arenaria aveva dato segni evidenti di degrado e si stava sgretolando.

Il rettore del santuario, padre Biagio Aprile, ha chiesto un intervento per salvare il monumento. Un progetto di recupero e di restauro conservativo, predisposto da Marinella Cataldi, è stato finanziato dalla presidenza dell’Ars su richiesta del deputato regionale Giorgio Assenza. I lavori sono stati avviati di recente e sono coordinati dalla Soprintendenza. In corso d’opera, però, si è deciso di aprire il sarcofago e ci si è trovati di fronte ad un’eccezionale scoperta: nel sarcofago ci sarebbero le ossa di più persone, tra cui di certo una donna e forse dei bambini. Le ossa sono ammassate alla rinfusa, segno che potrebbero essere stati spostati più volte. C’è anche una cuffia femminile e piccole tracce di altri indumenti. Ci sono anche delle perline in pasta di vetro nero, che potrebbero appartenere a una collana o ad un rosario.

La chiesa è uno degli edifici di culto più antichi di Comiso ed il primo impianto si fa risalire al tardo 1400, quando  a Comiso si insediarono i conti Naselli. I Naselli, fondatori poi della città di Aragona, arrivarono a Comiso nel 1453 (investiti, con il titolo baronale, del possesso del feudo, poi divenuto contea).

Il primo signore di Comiso fu Periconio Naselli, che si insediò nel 1453 e volle costruire una cappella mausoleo per la propria famiglia: il progetto venne attuato probabilmente dal suo successore, il nipote Pietro Antonio Naselli, detto Periconetto. Il figlio di quest’ultimo, Baldassarre I sposò la nobile Isabella Bonito Montaperto. Nel sarcofago in pietra arenaria collocato in fondo alla cappella (e oggi nascosto da un altare postumo realizzato agli inizi del ‘900) potrebbe trovarsi Periconetto Naselli o il figlio Badassarre insieme alla moglie. Sulla pietra sono visibili i resti degli stemmi delle due famiglie, Bonito e Naselli, ormai logorati dal tempo e quasi irriconoscibili.

I resti sono stati affidati a due paleontologi Elena Varotti e Francesco Galassi , titolari della Fapab Research Centerdi Avola. Le indagini paleontologiche potranno permettere di dare alcune risposte sulla possibile identità di coloro i cui resti sono stati ritrovati nel sarcofago dei Naselli, uno dei più antichi della provincia. I lavori sono seguiti dall’ex soprintendente Giorgio Battaglia e da Carlo Giunta, della Sorpintendenza di Ragusa. Gli studi sul santuario sono stati seguiti, negli ultimi anni, dall’archeologa Salvina Fiorilla.

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