Politica

Pubblicato il 16 Marzo 2021 | di Vito Piruzza

La sfida di Draghi e le sfide dell’Italia Riforme e sviluppo, basta con i rinvii

Il governo presieduto da Mario Draghi è ormai entrato nel pieno delle proprie funzioni e si trova ad affrontare la stessa difficile situazione in cui operava il governo Conte, ma con in più un carico di aspettative oltremodo eccessive.

Vero è che Draghi gode fama di essere persona di grande capacità, che è circondato da grande stima e prestigio sia in casa che a livello internazionale, che da governatore della Bce ha guidato con polso fermo l’euro fuori dalla crisi finanziaria con beneficio di tutti i Paesi coinvolti e senza sacrificare sull’altare del mercato le economie più fragili (in primis, ma non solo l’Italia), vero è anche che ha scelto in libertà i ministri dei dicasteri più “strategici” affidandoli a personalità di indiscusso valore e navigata esperienza, ma la sfida è pur sempre ardua e i problemi da affrontare pesano come un macigno su questa squadra che ha peraltro un orizzonte temporale estremamente limitato sia per il vincolo temporale dato dall’Unione Europea per la redazione del Recovery plan, sia per l’incombenza dell’emergenza economico-sanitaria, sia per la possibilità che il nome del premier possa essere il candidato con più chances alla massima carica dello stato che sarà “vacante” dalla fine di gennaio 2022.

Le priorità sono tante e tutte impegnative, le riforme sempre rinviate (giustizia civile, giustizia penale, riforma della pubblica amministrazione, riforma ed estensione degli ammortizzatori sociali, etc. etc) necessitano di rapida approvazione se non si vuole disperdere o pregiudicare l’occasione offerta dagli investimenti che il credito messoci a disposizione dall’Unione Europea ci permette di operare nei prossimi anni.

L’affollamento venutosi a creare nella maggioranza di governo, sorretta praticamente da tutti tranne Fratelli d’Italia, sarà un valore aggiunto o un gap del governo Draghi?

Draghi dalla sua ha un punto di forza molto importante rispetto all’ultimo governo “tecnico” guidato da Monti, quello era un governo circondato dal “pilatismo” della politica delegato a infliggere lacrime e sangue agli italiani, questo è invece al centro degli appetiti della politica perché gestirà il più grosso budget che l’Italia si sia trovato a disposizione da spendere negli ultimi 50 anni.

Da una parte una maggioranza così composita lascia qualche dubbio sulla visione sottostante alle riforme da varare, dall’altra è anche vero che Draghi ha ottime capacità di gestione delle posizioni critiche.

Un po’ tutti i partiti stanno sperimentando il piglio dell’approccio di Draghi che non concede sconti. Insomma Draghi, pur avendo proclamato di non voler mortificare la politica sta tirando dritto non facendosi imbrigliare dai partiti.

Noi auguriamo ovviamente pieno successo all’esecutivo sperando che riesca a far compiere quel salto in avanti che il Paese aspetta da almeno 30 anni.

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Vito Piruzza



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