Attualità

Pubblicato il 16 Marzo 2021 | di Redazione

La tenerezza di un padre speciale Un modello anche per le famiglie di oggi

Venerdì 19 marzo si festeggia San Giuseppe.

La sua festività, inserita nel calendario romano alla fine del 1400, è celebrata in varie parti del mondo e in diversi Paesi è riconosciuto come Patrono. Non è casuale che tutto ciò si verifichi, così come non può essere un caso che il nostro Papa Francesco, in occasione del 150. anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale, dedichi a lui una lettera apostolica, la Patris Corde, ricordandoci che il nostro ha amato Gesù con il cuore di padre.

Gesù stesso celebra la dolcezza e l’amore del padre verso il suo figliol prodigo, quasi a voler ricordare e confermare il tanto amore ricevuto sin dalla sua nascita in una grotta di Betlemme.

Vogliamo contribuire alla riflessione sulla Patris Corde e quindi su San Giuseppe per capire se la nostra vita familiare sia in sintonia con il significato che San Giuseppe ha voluto dare alla sua.

Sulla tenerezza di questo padre speciale c’è poco da riscoprire; è fortemente noto come lui stesso ha vissuto la propria vita di obbedienza a Dio, di mitezza nei confronti di Maria, di prudenza nei confronti del figlio dodicenne che non si era allontanato o smarrito bensì aveva cominciato, nel tempio, ad eseguire la volontà del Padre .

Non un rimprovero, non uno scatto di giusta collera; ancora una tenera ed umile accettazione.

Ovviamente non è secondario attualizzare il tempo durante il quale la Sacra Famiglia è esistita rispetto ai nostri tempi. Se al tempo di Gesù le leve del comando erano mosse dal potere derivante da conquiste anche oggi esiste chi “muove” le leve del potere politico, economico o sociale.

La fuga in Egitto della Sacra Famiglia, un asinello sulla cui soma siede una Mamma con in braccio il suo Bambino nato da poco, preceduto a piedi da un Padre, non è forse un provvedimento estremo, ricco di incognite sulla sorte del viaggio con scarse probabilità di successo?

A quei tempi non esistevano mezzi veloci e sicuri, eppure quell’Uomo ascolta l’Angelo di Dio e va verso l’incognito con la certezza di seguire una indicazione Celeste.

Con la sola forza fisica delle sue gambe guida la famiglia attraverso il deserto; se invece della sabbia fosse stato costretto ad attraversare il mare forse avrebbe utilizzato un barcone, novello mezzo di trasporto, nonostante l’incertezza di poter riuscire a raggiungere una terra ferma amica, magari accogliente!

Sono trascorsi più di duemila anni ma non è cambiata l’importanza della famiglia, nella sua quotidiana espressione di amore .

Mi domando: ma questo chiaro esempio di padre affidabile della Sacra Famiglia ci consente, almeno, uno sguardo a quello che accade dentro di noi? Sollecita la nostra curiosità il fatto che San Giuseppe è ricordato con gioia in tutti  i luoghi cristiani?

Forse noi stessi abbiamo un forte bisogno del nostro stesso amore, Amore (con la A maiuscola) che deve rappresentare la vera forza che possa sconfiggere l’angoscia quotidiana di questi terribili momenti sociali ed economici che ci auguriamo si riesca presto a superare.

Riccardo Roccella

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Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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