Vita Cristiana

Pubblicato il 19 Marzo 2021 | di Redazione

Giarratana ricorda don Marziano un pastore con l’odore delle pecore

Lo scorso 24 gennaio è stata la ricorrenza del 60.  anniversario della traslazione, dal cimitero di Giarratana alla Chiesa Madre, delle spoglie di don Giovanni Marziano, parroco dal 1934 al 1949, dopo la morte avvenuta a Noto il 24 gennaio 1958.

Nato ad Avola nel 1905, sacerdote nel 1927, già da diacono il Vescovo di Noto gli affidò l’amministrazione del seminario e l’insegnamento di basilari materie. Nominato parroco di Giarratana, in diocesi di Noto, si insediò il 14 gennaio 1934, confrontandosi subito con due problemi: la Chiesa Madre incompleta e la dualità  delle chiese di S. Antonio e S. Bartolomeo, per una efficace azione pastorale. Le difficoltà ne stimolarono le grandi doti umane, culturali e soprattutto spirituali. Fin dal suo arrivo iniziò con tenacia il restauro del tempio (compiuto con enormi sacrifici in soli tre anni, contando sulla devozione sua e di tutto il popolo per San Giuseppe) e quello spirituale della comunità, con zelante attività pastorale tesa a costruire un tempio di pietre vive, inserito nella Chiesa corpo di Cristo, per essere testimonianza credibile di fede e fraternità. Appassionato di storia, di arte, di musica sacra e di liturgia, completò un’opera che esprimeva il senso di “casa madre” della comunità, dove tutti potessero manifestare la propria fede e devozione. Procedeva anche l’attività pastorale, con un lavoro incessante dedicato esclusivamente al bene del popolo; fattosi pastore povero, assunse su di sé, come direbbe Papa Francesco, l’odore delle sue pecore, figura di riferimento per le famiglie colpite tragicamente dalla guerra, per i lutti o per la successiva crisi economica e sociale.

Nominato canonico a Noto con importanti incarichi in diocesi, alla fine del 1949 dovette lasciare Giarratana, che passava alla nuova diocesi di Ragusa. Il distacco dai suoi parrocchiani evidenziò ancora di più l’amore reciproco maturato in quei 16 anni.

La sua intensa attività fu interrotta dalla morte a soli 53 anni. Per volontà dei giarratanesi, la salma fu temporaneamente tumulata nel locale cimitero; dopo soli tre anni ritornò nella “sua” Matrice, accolta con una toccante corale manifestazione di affetto di tutta la comunità, che aveva eretto il monumento in travertino e bronzo dove risalta la figura del Buon Pastore circondato dai suoi figli, con sullo sfondo il profilo della Chiesa Madre.

Una figura che ha lasciato tracce indelebili della sua forte personalità, che sentiamo  il dovere di ricordare alle future generazioni, come quelle precedenti ci hanno tramandato, l’opera di questo protagonista che ha onorato la storia di Giarratana.

 

Giuseppe Renna Scribano

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Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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