Vita Cristiana

Pubblicato il 20 Marzo 2021 | di Redazione

La parrocchia di Santa Croce Camerina in cammino sull’esempio di S. Giuseppe

L’ 8 dicembre, in occasione del 150. anniversario della Proclamazione di San Giuseppe Patrono della Chiesa Universale da parte di Pio IX nel 1870, il Santo Padre ha indetto l’Anno Giuseppino, dedicando un anno intero alla figura di San Giuseppe.

Rispondendo all’ appello di Papa Francesco la parrocchia San Giovanni Battista di Santa Croce Camerina, il cui Patrono è proprio il Santo, padre putativo di Gesù, ha deciso di stilare un calendario particolare per il 2021. Ogni 19 del mese verranno celebrate una santa messa votiva mattutina ed una vespertina, la seconda delle quali sarà caratterizzata da una breve catechesi tratta dalla lettera apostolica “Patris corde” (con cuore di Padre).

L’apertura ha avuto inizio il 19 gennaio con la spiegazione del concetto di indulgenza, concessa dal Santo Padre alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Papa) a coloro che parteciperanno al suddetto anno nelle occasioni e con le modalità indicate dalla Penitenziara Apostolica, e l’introduzione alla “Patris Corde”. Il 19 febbraio la riflessione ha riguardato San Giuseppe come Padre amato.

Nei successivi mesi si parlerà della figura del Santo sotto gli aspetti di Padre nella tenerezza (19 aprile), Padre nell’obbedienza (19 maggio), Padre nell’accoglienza (18 giugno), Padre dal coraggio creativo (20 settembre), Padre lavoratore (19 ottobre), Padre nella ombra / Maria e Gesù (19 novembre), chiusura dell’Anno Giuseppino (8 dicembre). Invece il 19 marzo si celebrerà la solennità del Patrono, e nei mesi di luglio ed agosto le sante messe.

La scelta di questa figura particolare di santo al quale dedicare un anno intero non è stata casuale. Il periodo in cui viviamo è stato segnato profondamente dalla pandemia del Covid 19 e la condizione umana ha risentito dei continui cambiamenti che hanno portato non solo alla perdita di ciò che definivamo “normalità” ma anche alla privazione di libertà ed all’assenza di gesti d’ affetto.

Questo virus non ha solo intaccato la nostra salute fisica, portando alla morte, ma ha anche stravolto gli animi e le coscienze. Paura, incertezza, sfiducia sono entrate nei cuori ed hanno offuscato le menti. Problemi banali sono sembrati insormontabili, senza via di uscita, e la mancanza della presenza e dell’affetto di parenti ed amici ha aggravato l’attuale condizione. Ecco perché la Chiesa, come faro portatore della luce del Cristo Risorto, è entrata nelle case ed ha preso a modello e guida il Santo che come semplice uomo, simile a noi, ha dedicato la vita alla sua famiglia, sacrificandosi per la realizzazione del progetto Divino con obbedienza, dedizione ed amore.

 

Luisella Lorefice

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Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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