Vita Cristiana

Pubblicato il 22 Giugno 2021 | di Redazione

Una missione già nel nome di battesimo

Erano ancora le 7.00 quando mi arrivò un messaggio WhatsApp informandomi che alle ore 12 di sabato 8 maggio, in Cattedrale, veniva data una comunicazione importante a tutta la comunità diocesana. Avevo intuito che si trattasse dell’elezione del nuovo vescovo. Nella consueta preghiera mattutina, dunque, pensavo, e ho pregato, per il nostro nuovo Pastore. Il vescovo di Ragusa? Che sia come San Giuseppe. Parli quanto lui, agisca come lui. Che sia un vero sposo innamorato di questa chiesa iblea. Che sia un vero padre coi suoi ministri e con tutti i fedeli laici. Che sia un vero custode del Deposito della fede. Che sia un capo autorevole e servo fedele come lo fu San Giuseppe. Che sia un uomo giusto nelle intenzioni, nel discernimento, nelle decisioni. Che sia un lavoratore instancabile, artigiano della vigna del Signore. Che sia degno successore degli apostoli, come San Giuseppe fu degno discendente davidico. Sì, che sia come San Giuseppe! Il resto sarà tutto nelle mani di Dio stesso. Ebbene, dopo aver riportato tutto nel mio profilo Facebook, partii al lavoro, in attesa della lieta notizia di mezzogiorno. L’annuncio, come da protocollo, fu dato: Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Ragusa il Rev.do Mons. Giuseppe La Placa, Vicario Generale della Diocesi di Caltanissetta. Giuseppe è il suo nome! Pensai subito a una famosa canzoncina popolare in onore al santo Patriarca e che canticchiai all’istante: “Giuseppe, nome santo è nome al cuor giocondo… Il nome tuo Giuseppe, dolcezza suona ed amor, felice chi lo seppe, scolpir nell’alma e in cor!”. Avevo chiesto un Pastore come San Giuseppe, ci viene dato un ministro che porta il nome del santo Patriarca.

In questo anno giosefino, l’aver ricevuto un vescovo che porta proprio il nome del santo Patriarca è, a mio avviso, significativo e provvidenziale. Ci auguriamo veramente che il nostro Pastore sia come il santo di Nazareth, che sia un padre e abbia un cuore di padre – Patris corde – come quello di San Giuseppe. Giovanni Paolo II, nel suo libro “Alzatevi, Andiamo!’”(2004), trattando della paternità del vescovo (cap. IV), dedica ben due paragrafi a una paternità sull’esempio di San Giuseppe. E partendo del suo legame con il santo, papa Karol Jozef (Giuseppe) Wojtyla ci parla di ciò che un vescovo deve essere e fare seguendo l’esempio del Padre di Gesù. In attesa, allora, dell’arrivo a Ragusa di monsignor Giuseppe La Placa, e in coincidenza con questo anno giubilare dedicato allo Sposo di Maria, potremmo prepararci meditando le belle e interessanti pagine del libro di papa Giovanni Paolo II. Mettiamo, infine, sotto la protezione di San Giuseppe questo nuovo pastore. Un’ultima annotazione: coincidenza vuole che il santo Patrono del paese natio di monsignor La Placa, Resuttano, sia proprio San Giuseppe; sicuramente sua Eccellenza si potrà sentire a casa sua perché qui, nella Diocesi di Ragusa, il santo Patriarca, dopo la Vergine santissima, è venerato in ogni parte più di qualunque altro santo.

 

Paolo Antoci

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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