Società

Pubblicato il 30 Novembre 2021 | di Vincenzo La Monica

Sfruttati e segregati, a Marina di Acate muore la dignità

Progetto Presidio

Il Progetto Presidio nasce nel 2014 come risposta della rete di Caritas italiana al problema dello sfruttamento lavorativo in agricoltura, un fenomeno diffuso in diversi territori del paese e caratterizzato dall’assenza di infrastrutture, servizi e strumenti di assistenza per i lavoratori agricoli e le loro famiglie. A Ragusa esso ha sede a Marina di Acate e dal gennaio 2021 anche a Punta Braccetto grazie alla disponibilità dei locali messi a disposizione dalla parrocchia San Giovanni Battista di Santa Croce Camerina.

Presidio opera nella cosiddetta fascia trasformata, un’ampia zona di territorio in cui la presenza delle serre ha modificato l’aspetto del paesaggio e dell’ambiente. In questi sette anni di attività Presidio si è rivolto principalmente ai braccianti delle aziende agricole del territorio di Acate, Vittoria e Santa Croce Camerina, assicurando orientamento e assistenza gratuita di tipo medico e legale, nonché un servizio di distribuzione gratuita di coperte e vestiti usati, raccolti da privati o dalle parrocchie della diocesi. Negli ultimi 4 anni si sono organizzate anche attività laboratoriali per i minori figli dei braccianti che patiscono particolarmente le situazioni di segregazione e bassa scolarizzazione. La presenza di un luogo fisico di incontro e la costanza degli operatori che hanno battuto palmo a palmo il territorio ha reso il servizio della Caritas un punto di riferimento non solo per i lavoratori agricoli, ma anche per l’intera rete di servizi istituzionali e del terzo settore.

Gli ormai quasi due anni di pandemia hanno messo a dura prova i lavoratori della zona che in alcuni casi sono stati privati anche del minimo necessario alla sussistenza. La distanza dai centri abitati, la mancanza di lavoro e di mezzi di trasporto pubblici e privati e l’impossibilità di ricorrere ai caporali dei trasporti ha nei fatti segregato centinaia di persone in casupole prive degli standard abitativi minimi, in alcuni casi in assenza anche di acqua potabile e cibo, con il solo sostegno del Presidio Caritas e della rete del terzo settore, organizzata attorno a un Capacity building della Prefettura di Ragusa, che hanno provveduto settimanalmente a consegnare cibo e a orientare i lavoratori per l’ottenimento delle misure di ristoro e dei sussidi nazionali, regionali e comunali.

Nel corso dell’anno pastorale 2020/2021, stabilizzatasi la situazione epidemiologica, Presidio ha ripreso le sue attività, contingentando le presenze con un sistema di appuntamenti, per evitare il crearsi di assembramenti nei locali. Da settembre 2020 ad agosto 2021 gli operatori hanno incontrato 223 persone di cui 139 maschi e 64 donne. Si nota subito una prima differenza rispetto agli anni precedenti alla pandemia. La percentuale di donne che nei primi anni di Presidio era leggermente maggioritaria si è progressivamente ridotta al 28,7%.

Numericamente preponderante è stata l’attività di distribuzione gratuita di abiti, scarpe, giocattoli, coperte, posate e biancheria per la casa. Questo servizio è reso possibile grazie alla rete creatasi nelle parrocchie diocesane e della comunità provinciale sia per il reperimento del vestiario che per la disponibilità di volontari che possono dedicarsi alla distribuzione. Non bisogna pensare, tuttavia, a un’opera di mero assistenzialismo. Durante l’accoglienza e l’ascolto che precedono la distribuzione e durante la distribuzione stessa, che avviene in una sala a parte, gli operatori riescono a instaurare relazioni interpersonali con i braccianti. Tra una chiacchierata e l’altra emergono le loro storie, le loro problematiche, i loro stati d’animo e le loro riflessioni. In un luogo in cui i punti di aggregazione sono quasi nulli e poco sicuri, soprattutto per le donne, questa attività, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia, diventa uno dei pochi momenti per poter scambiare due chiacchiere e distrarsi, diventando anche un punto di riferimento per ognuno di loro.

84 persone sono state seguite dal servizio legale presente al Presidio. Il nostro avvocato è intervenuto più frequentemente per pratiche di assistenza amministrativa, legate a rilasci o rinnovi di permessi di soggiorno. Diversi casi hanno riguardato il mancato pagamento delle giornate di lavoro da parte dei datori di lavoro. Il lavoro svolto, oltre che di assistenza legale riguarda anche lo sforzo nel far riconoscere ai braccianti i propri diritti e di conoscere meglio la legislazione italiana. Centocinquantaquattro sono state le visite mediche gratuite con distribuzione di farmaci.

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