Vita Cristiana Moschea comunità musulmana dialogo tra religioni

Pubblicato il 5 Aprile 2022 | di Francesca Cabibbo

Il Sinodo bussa alle moschee

Un dialogo maturo con le comunità islamiche. Fatto di amicizia, di stima, di rispetto reciproco. Da anni, le comunità islamiche di Comiso sono inserite attivamente nella vita sociale della cittadina.

Numerose iniziative culturali, convegni, appuntamenti religiosi, o la preghiera di inizio del Ramadan ospitata nel cortile della Fondazione Bufalino, sono alcuni degli eventi di rilievo degli ultimi anni, tutti sostenuti dal comune.Moschea comunità musulmana dialogo tra religioni

La loro presenza porta una nuova ricchezza culturale, fa crescere l’apertura, migliora la convivenza e consolida il senso di responsabilità di ciascuno. Qui c’è la presenza ormai radicata di famiglie che vivono in Sicilia da 40 anni.

Nei giorni del Sinodo, le due comunità Al -Rahman e Al – Zaytouna hanno aperto le loro porte per ospitare alcuni momenti di dialogo. Nelle due moschee si sono svolti gli incontri con Giuseppe Di Mauro, Delizia Bombace, Giovannella Corallo, Gianni Russo, Lorenzo Tomasi, Francesca Cabibbo.

Abdelhamid Jebari è il presidente del Centro islamico culturale Al – Zaytouna. Jebari, fisioterapista presso il Csr, è da sempre un promotore del dialogo. «Il dialogo tra cattolici e musulmani è importante per creare una nuova società fraterna – spiega – la religione cristiana fa parte del Corano e le religioni sono chiamate oggi ad allearsi contro un certo estremismo laicista. Su alcuni valori, quali quelli della famiglia e della vita, possiamo lavorare insieme». Jebari ha apprezzato il ruolo di alcune realtà del mondo cattolico come fautori di pace, come la Comunità di Sant’Egidio, spesso con un ruolo chiave e decisivo per la soluzione di numerosi conflitti.

Zouhaier Amor è il presidente del Centro culturale islamico Al – Rahman: nei giorni del Sinodo, Al – Rahman ha ospitato Cheikh Mamadou Sylla, imam che vive in Lombardia. Mamadou Sylla è stato ricevuto in municipio, poi si è svolto un convegno cittadino. «Apprezziamo l’iniziativa della Chiesa che vuole consultare anche noi – afferma Amor – sono anche i nostri principi: nel Corano, il profeta Maometto ha detto che per tutte le decisioni, bisogna prima consultarsi tra noi». Amor aggiunge: «Spesso si è spinti ad attribuire errori a cristiani o a musulmani. Bisogna ricordare che le persone sbagliano, la religione non sbaglia, l’Islam non sbaglia. Questo è alla radice del dialogo». Mamadou Sylla porta l’esperienza delle regioni del Nord, dove l’intolleranza è maggiore, racconta gli ostacoli frapposti all’apertura di una moschea. Anche i musulmani vorrebbero suonare l’appello per la preghiera come si suonano le campane delle chiese. E aggiunge: «Nei tg si racconta l’Islam partendo da stereotipi. Dobbiamo eliminare le paure, incontrarci, conoscerci di più. Camminare insieme è un obbligo. Noi dobbiamo rispettare l’Italia, ma l’Italia deve accoglierci con la nostra cultura e le nostre usanze. Nella mia città, dove tutti mi conoscono, se mi incontrano con l’abito da imam, tutti abbassano gli occhi. Se sono “in borghese”, i rapporti sono normali. Ma sono sempre io!».

Da tutti un invito: approfondire il difficile, ma necessario, dialogo interreligioso…

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