Vita Cristiana ordinazione episcopale Paolo Urso

Pubblicato il 25 Aprile 2022 | di Redazione

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Pastore, fratello e amico

«Fai bei sogni, Chiesa di Ragusa, che il Signore li esaudirà»: con queste parole, prese in prestito da Massimo Gramellini, il vescovo emerito monsignor Paolo Urso ha concluso la celebrazione voluta per ricordare il suo ventesimo anniversario di ordinazione episcopale. Nella cattedrale di San Giovanni Battista è stato accolto dal vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, dal vicario episcopale, monsignor Roberto Asta, dal clero, dai fedeli, da quanti hanno avuto modo di apprezzarne le doti umane e pastorali.

Al centro della celebrazione non c’è stata però solo la figura del vescovo ma quella di una Chiesa piccola e giovane sulla quale il Signore ha riversato tanti doni tra cui quello di pastori attenti e generosi. A porgergli il bentornato è stato monsignor La Placa non ha nascosto la «grande gioia ed emozione, accresciuta nel vedere anche la tua emozione» per questo momento. «È una gioia – ha aggiunto il vescovo – ringraziare il Signore per quel che hai fatto per la nostra Chiesa. Considerale sempre la tua Chiesa. Sarai sempre accolto con la gioia che meriti».

Monsignor Urso ha ringraziato monsignor La Placa, si è detto «particolarmente felice» e ha ammesso di essersi commosso nel rileggere l’omelia della sua ordinazione episcopale. «Oggi ripeto con maggiore consapevolezza che non ringrazierò mai abbastanza il Signore per avermi mandato a Ragusa come pastore, fratello ed amico». E, al termine della celebrazione, dopo che monsignor Asta gli aveva consegnato come dono della Diocesi un’icona di Gesù Buon Pastore, ha voluto ancora ringraziare il vescovo e l’intera Chiesa di Ragusa. «Voglio dirvi grazie e – ha ribadito – voglio ringraziare il Signore per questa Chiesa giovane, bella e accogliente. Continuiamo a volerci ancora bene. Siamo una famiglia e in una famiglia ci si vuole bene».

Era il 12 aprile 2002 quando monsignor Paolo Urso fu consacrato vescovo. Ha guidato la Diocesi di Ragusa sino al novembre 2015. È stato il quarto vescovo della Diocesi di Ragusa, succedendo a monsignor Angelo Rizzo. Da tutti è ricordato come un vescovo che ha saputo farsi amico di tutti, il vescovo del sorriso. Ma è stato anche un vescovo che ha saputo coniugare il Vangelo con la carità, dando anche impulso a una nuova stagione di partecipazione e impegno sociale e anticipando di almeno 10 anni l’entusiasmo e le speranze suscitate dall’esempio e dal magistero di Papa Francesco.

Tra i tanti motivi per cui viene ancora oggi ricordato l’aver ospitato la Marcia nazionale per la pace; la nascita del “Ristoro San Francesco”, della casa d’accoglienza per donne in difficoltà e di altre strutture a sostegno di chi più vive l’emarginazione e il disagio; la creazione di una scuola di cucina nei locali dell’ex convento dei Cappuccini per intercettare la necessità di lavoro tra le nuove generazioni; l’accoglienza dei migranti nelle strutture messe a disposizione dalla Diocesi, e, per quel che riguarda più da vicino le comunicazioni sociali, il convegno nazionale dei settimanali cattolici italiani, esempio di cultura e turismo diffuso.

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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