Vita Cristiana San Bartolomeo

Pubblicato il 28 Settembre 2022 | di Redazione

Il giorno di San Bartolomeo

L’aureo fercolo è ancora immerso nel buio del tempio che lo custodisce tutto l’anno quando arriva nella piazzetta antistante il grido che inneggia al Santo da parte dei portatori.  É questo il segnale che l’attesa è finita: da lì a poco San Bartolomeo apparirà sul portone centrale inondato dal bagliore del sole estivo allo Zenit. L’Apostolo si mostra vittorioso, in trono, benedicente, ieratico con la potestà conferitagli dal Cristo.  Davanti agli occhi di migliaia degli astanti uno spettacolo straordinario: incitamento alla forza ed emotività fanno da protagoniste nel cuore di uomini giovani e meno giovani che lo portano fuori con maestria per quei diciannove ripidi scalini. Un’ investitura umana che manifesta lo spettacolo invisibile delle potestà angeliche dipinte nell’affresco centrale del tempio: lì ancora un trono vuoto e un Apostolo accompagnato da angeli. Qui, tutto ha avuto compimento, l’Apostolo ha il seggio promesso immagine di ciò che “vedremo faccia a faccia” (1Cor 13,12).  Come ogni anno il miracolo avviene. L’apparire dell’Apostolo, del Patrono, porta uomini e donne a sentirsi una cosa sola: una grande ed unica famiglia. Anche i cuori più increduli, più difficili, che sfidano tutto e tutti cedono. Per quel poco tempo che l’Apostolo è sospeso in quei gradini ogni giarratanese desidera incrociare quel volto che nell’ombra della vara tra chiari scuri pare prendere vita.

Qualcuno racconta di miracoli avvenuti: non di storpi che camminano, di ciechi che vedono, di muti che parlano. Ma di fratelli e sorelle che non si parlavano da anni e che si ritrovano ad abbracciarsi, di vite matrimoniali spezzate e rinate, di figli che tornano a casa, anche di preti che ritrovano l’entusiasmo della vocazione, di conversioni. Storie invisibili, che forse non vedranno la luce e rimarranno per i pochi che le hanno udite o vissute, perchè San Bartolomeo è anche questo, lontano da quanto veicolato da chi vuole che questa festa sia solo rumore, sfoghi di istinti ed antiche passioni che si rifanno vive per un giorno. Si, il suo apparire sulla soglia della Chiesa è già una festa, un regalo; e mentre le grida di entusiasmo si mescolano alla festa barocca e centinaia di braccia alzano il fercolo sul capo dell’Apostolo “splendono d’argento le ali della colomba, le sue piume in riflessi d’oro (salmo 68 ,14) figura dello Spirito promesso dal Maestro e ricevuto in dono nella Pentecoste. Lo Spirito Santo, silenzioso ospite protagonista, elemento non secondario nella macchina processionale, il solo che magistralmente inserito all’interno della cupola ottagonale è in grado di compiere leggeri movimenti ad ogni stimolo che riceve dai portatori. Quando il Santo termina la ripida scalinata un applauso liberatorio si alza dalla folla mentre gli occhi che lo hanno seguito per gli interminabili minuti commossi o entusiasti, i cuori che hanno chiesto o ringraziato si sentono abbracciati come di un padre, di un fratello maggiore, di un amico così che in San Bartolomeo tutti possono dire come il salmista: “Quanta è preziosa la tua grazia o Dio! É in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce” (salmo 35 vv. 8, 10).

Carmelo Ferraro

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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