Vita Cristiana

Pubblicato il 10 Novembre 2022 | di Redazione

I funerali di padre Giovanni Nigita «Uomo di Dio, apostolo dei poveri»

Una vita e un ministero sacerdotale vissuti nel segno della semplicità, dell’umiltà, della povertà evangelica. La comunità parrocchiale delle Anime Sante del Purgatorio di Vittoria e l’intero presbiterio diocesano hanno tributato l’ultimo omaggio a padre Giovanni Nigita nel corso della celebrazione delle Esequie presieduta dal vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa. Al termine del rito sono stati gli stessi confratelli sacerdoti a voler accompagnare a spalla il feretro fuori dalla chiesa.

Il vescovo, durante l’omelia, ha ricordato le tappe del suo apostolato, le sofferenze che ne hanno accompagnato la vita, lo zelo pastorale, l’accompagnamento dei giovani, il lavoro con l’Azione Cattolica ma soprattutto «il suo carattere mite, la sua umiltà, generosità e disponibilità».

È stato proprio nei lunghi anni del suo parrocato alle Anime Sante del Purgatorio di Vittoria che padre Nigita ha condensato fede, spiritualità, ascolto, carità e azione, trasformando la sua parrocchia in quella “fontana del villaggio” tanto cara a Giovanni XXIII. «Condusse una vita semplice e – ha ricordato il vescovo – nello spirito della povertà evangelica. Si fece povero con i poveri privandosi di tutto, spesso anche del cibo materiale, andando qualche volta a dormire digiuno perché aveva dato la sua stessa cena a qualche famiglia povera della parrocchia. Qui tutti lo ricordano come un vero apostolo dei poveri, un uomo di Dio a servizio della gente, soprattutto dei più piccoli e bisognosi. Non curante del suo vestiario e della sua salute, se aveva soldi in tasca li usava per aiutare le famiglie in difficoltà». Ma, «a dispetto del suo carattere mite, quando si trattava di difendere la vita e la dignità della sua gente, mostrava – ha sottolineato ancora monsignor La Placa in un altro passaggio dell’omelia – un’insospettata determinazione, forza e caparbietà anche lottando contro la malavita del quartiere: venne aggredito e più volte minacciato proprio per questa ragione. I suoi punti di riferimento erano Mons. Oscar Romero (ha voluto che la data della posa della prima pietra fosse il 24 Marzo giorno del suo martirio) e don Tonino Bello, il Vescovo buono che concepiva e viveva il suo ministero come sintesi tra stola e grembiule».

A commemorare padre Nigita è stata anche l’Azione Cattolica diocesana: «Lo ricordiamo per i tanti anni dedicati alla nostra associazione in qualità di assistente, nei quali si è speso instancabilmente nella cura e nella formazione di tutti i soci, specialmente di coloro che rivestivano incarichi di responsabilità».

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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