Vita Cristiana

Pubblicato il 23 Dicembre 2024 | di Redazione

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Annunci di Bellezza, IV domenica di Avvento

La Quarta Domenica d’Avvento, ormai alle porte del Na­tale, è vissuta con la Vergine Maria. Nella solennità dell’Im­macolata viene contemplata come la Tutta santa, oggi Maria ci viene mostrata co­me “donna della fede”. Nella visita alla cugina Elisabetta, Ella è destinataria della beatitu­dine più bella e più vera: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

L’icona della Visitazione è l’ultima scena evangelica del percorso domenicale dell’Avvento che ci prende per mano per condurci direttamente al Natale del Signore. Colei che ha ricevuto per prima la buona notizia si rende serva della Parola che ha ricevuto. Prendiamo esempio da Maria, dalla sollecitudine con cui si reca, a vedere il segno, a trovare la cugina Elisabetta. Con lei siamo disposti a vivere la beatitudine della fede, una fede da condividere con tutti quelli che accettano nella loro esistenza l’azione dello Spirito.

La scena della Visitazione, descritta da Salvatore Catania nel dipinto realizzato nel 1991 per la Chiesetta della Madonna delle Grazie, di Chiaramonte Gulfi, si svolge davanti alla casa di Zaccaria, un anziano sacerdote della classe di Abia, che aveva ricevuto l’apparizione di un Angelo che  gli aveva profetizzato che la moglie Elisabetta avrebbe concepito un figlio, benché avanti negli anni e considerata sterile (il futuro San Giovanni Battista), perché nulla è impossibile a Dio! Il dipinto è dominato da due figure femminili: Elisabetta che riceve Maria, la cui immagine è posta al centro. Anche Costei aveva accolto dall’Arcangelo Gabriele, qualche giorno prima, l’annuncio che sarebbe divenuta la Madre del Messia. Lo sguardo sereno, e allo stesso tempo penetrante, che vicendevolmente si scambiano le due donne, non diminuisce la portata del mistero che accompagna i loro gesti. È un gioco di sguardi e di rimandi, dunque, che costruisce l’articolata composizione del dipinto. Maria, rivestita da vesti dai colori accesi che contribuiscono ad aumentare l’atmosfera sospesa in cui si svolge la scena, punta i suoi occhi dentro quelli di Elisabetta che, a sua volta, ricambia accennando un sorriso e stringendo dolcemente la mano della giovane parente, come se l’avesse appena sollevata da un inchino che noi possiamo solo ipotizzare.  L’atteggiamento entusiasta di Maria fa pensare che l’artista abbia voluto ritrarla nell’atto di intonare il “Magnificat”, il canto dove viene rivelato il rovesciamento dei valori agli occhi del Signore, che ha disperso i progetti dei superbi, ha rovesciato i troni dei potenti, ha innalzato i poveri, ha rimandato senza più nulla i ricchi, ha soccorso il popolo d’Israele. Il momento è solenne, eppure l’assenza di aureole attorno al capo delle due protagoniste ci fa pensare alla loro dimensione di donne, di madri accomunate da un destino analogo: Elisabetta darà alla luce il Precursore, Maria il Salvatore. I due sposi sono raffigurati in disparte. Zaccaria, davanti alla porta in alto a sinistra, è costretto ad assistere alla scena in silenzio perché – come racconta San Luca – cosi disse l’Angelo: “Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo”. Giuseppe, in basso a destra, il santo più discreto e silenzioso del vangelo, tiene in mano un bastone fiorito, uno dei simboli con cui talvolta viene rappresentato nell’arte sacra. Raffigurando San Giuseppe con l’aspetto rassicurante e protettivo di un anziano, l’artista ha voluto assecondare la consuetudine popolare.

Il racconto della Visitazione si innesta nel clima dell’Avvento non soltanto perché presenta la “Madre del Signore”, ma anche perché annuncia la “venuta del Signore”. Il Signore viene ancora in mezzo al suo popolo: non più nell’antica arca costruita da Mosè, ma in quella nuova che è la Vergine Madre.

don Marco Diara

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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