Vita Cristiana

Pubblicato il 24 Dicembre 2024 | di Redazione

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Annunci di Bellezza, il Natale del Signore “Oggi è nato per voi il Salvatore”

La celebrazione del Natale di quest’anno assume un valore ancora più profondo con l’apertura della Porta Santa, che segna l’inizio dell’Anno Giubilare, un tempo di Grazia in cui siamo chiamati ad accogliere e a diffondere la speranza. È proprio questa virtù che ci invita a guardare oltre le nostre paure e divisioni, rendendoci capaci di sognare un mondo nuovo. Papa Francesco, nella Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell’Anno 2025, “Spes non confundit”, ci esorta a “porre attenzione al tanto bene che è presente nel mondo per non cadere nella tentazione di ritenerci sopraffatti dal male e dalla violenza. Invece, i segni dei tempi, che racchiudono l’anelito del cuore umano, bisognoso della presenza salvifica di Dio, chiedono di essere trasformati in segni di speranza”. Come il popolo d’Israele e i pastori di Betlemme, siamo invitati a riconoscere i segni di speranza e a scorgere la luce della Salvezza. La grotta di Betlemme, con il Bambino avvolto in fasce, ci ha consegnato l’immagine della fragilità quale simbolo potente di un Dio che si fa uomo e sceglie di abitare la piccolezza.

Salvatore Fiume continua il racconto della nascita di Gesù nel suo dipinto “La Natività”, realizzato nel 1983 e collocato nella Chiesa Maria SS. Annunziata di Comiso. Quest’opera, che rappresenta una versione originale del tema, si distingue per la modernità dello stile e la fusione di elementi sacri e simbolici, in essa Fiume reinterpreta la tradizione cristiana attraverso un linguaggio pittorico che unisce fede e arte contemporanea

I personaggi, in primo piano, pongono l’osservatore in posizione privilegiata: siamo nella stalla di Betlemme, posta sopra dei massi che richiamano l’ambiente delle cave della pietra di Comiso, piuttosto che quello arido e secco della Palestina. Giochi di luce, aureole stilizzate e un’atmosfera calda e accogliente caratterizzano la scena. I personaggi, che emanano calma e devozione, si distaccano dai canoni classici.

Gesù Bambino, al centro, irradia luce e la sua dimensione, sproporzionata rispetto alle altre figure, ne sottolinea l’importanza nella scena. Adagiato sopra un panno rosso, che richiama il sacrificio della sua vita, ha il capo appoggiato sul braccio destro e lo sguardo proteso verso la Madre, situata nella parte sinistra del dipinto, inginocchiata con le mani giunte, adorante. In un atteggiamento analogo, sulla destra, è presente San Giuseppe: anche lui inginocchiato, con lo sguardo rivolto verso il Bambino, le mani giunte e il bastone. All’interno della stalla troviamo pure il bue, l’asinello e, sul lato destro, uno dei magi, in piedi, nell’atteggiamento di consegna del dono; gli altri magi sono all’esterno della stalla, in ginocchio, in adorazione del mistero.

Fiume ha voluto aggiungere alla scena un elemento di modernità, che lì per lì sembrò dissonante:

il ritratto di una parrocchiana realmente vissuta, una donna vestita di nero, con i piedi nudi e le gambe parzialmente scoperte, i capelli ostentati e la testa senza velo, una figura in cammino che porta con sé speranze e dolori.

Il particolare dei piedi nudi della donna richiama il dipinto del Caravaggio “la Madonna dei pellegrini” dove i piedi nudi dei pellegrini rappresentano la scelta di umiltà, semplicità ed obbedienza nella Fede. La donna scalza di Fiume e i pellegrini del Caravaggio affidano a Maria le loro miserie perché la riconoscono come una di loro.

L’artista, con il suo tratto distintivo, mescola modernismo e tradizione, utilizza colori vivaci e contrasti cromatici che conferiscono dinamismo e vitalità alla scena.

Le figure dei personaggi sono stilizzate, con forme morbide che risaltano sullo sfondo.

Le figure sacre appaiono umanizzate e vicine allo spettatore, ma non perdono il loro carattere divino.

Come i magi, rimettiamoci dunque in viaggio con la gioia dell’incontro nel cuore, anche attraversando cammini finora inesplorati, scegliendo di fare la nostra parte per essere protagonisti di una comunità che si riscopre capace di organizzare la speranza.

Don Marco Diara

 

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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