Vita Cristiana

Pubblicato il 6 Gennaio 2025 | di Redazione

0

Annunci di Bellezza, solennità dell’Epifania “Lo adoreranno tutti i popoli della terra”

«Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla su di te».

Con questo invito radioso e intenso celebriamo l’Epifania del Signore. Dal Vangelo di Matteo (2,1-12) sappiamo che «alcuni Magi» si sono messi in cammino da oriente a Gerusalemme per cercare il Figlio di Dio, grazie alla stella apparsa in cielo e alla profezia: «Da te [Betlemme] uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele» (Michea 5,1).  I Magi di cui ci parla l’evangelista Matteo sono uomini che, vedendo una stella, colgono nell’astro celeste un segno e una guida e, senza il timore di intraprendere un lungo e incerto cammino di ricerca, si arrendono ad una chiamata che viene da lontano. Portando con loro doni custoditi in preziosi scrigni, affrontano un faticoso viaggio che li porterà dinanzi ad un Bambino, la Luce vera.

Il dipinto del XVIII sec. di autore ignoto, che troviamo nella Chiesa Maria SS. Annunziata di Comiso, ci presenta la meta del lungo viaggio dei Magi che arrivano a Betlemme e lì “videro il bambino con Maria sua madre” (Matteo 2,11).

La scena è collocata all’ingresso di un antico tempio, simbolo di un passaggio decisivo della storia: la nascita di Gesù pone fine al tempo degli antichi dei e dei loro templi. La nuova presenza di Dio sulla terra è un Bambino in fasce, nato nell’umiltà, e Maria, madre per eccellenza, è simbolo del nuovo tempo, quello della Chiesa.

Il dipinto presenta un efficace equilibrio tra le figure in primo piano e lo sfondo architettonico, che dona profondità alla scena.

Personaggi variopinti, posti entro un paesaggio fatto di antiche rovine di palazzi e castelli, speroni rocciosi e sentieri, colori cupi e freddi contrastano con la calda scena principale, frutto in parte dell’immaginazione del pittore e in parte di precisi richiami teologici della venuta di Cristo.

Un corteo scende lentamente, muove verso il primo piano, prendendo il sopravvento sull’evento sacro e trasformandolo in una sorta di corollario dell’intera raffigurazione. Sono cavalieri, bambini, animali e altri personaggi, mescolati a pastori. La scena è ricca di dettagli e spunti: sulla destra vi sono i Magi, guidati dalla stella, che dallo sfondo arrivano fino in primo piano in atteggiamenti diversi, uno inginocchiato mentre porge il dono, uno in piedi e l’altro appena arrivato con lo sguardo fisso sul Bambino. I Magi, con abiti sontuosi e di diverse etnie, rappresentano i tre continenti allora conosciuti: Europa, Asia e Africa. Questa scelta iconografica vuole esprimere la portata universale del messaggio cristiano che si rivolge a tutti i popoli. I doni portati dai Magi hanno, inoltre, un forte significato simbolico, oro: regalità di Cristo come Re dei re; incenso: divinità di Cristo; mirra: prefigurazione della sua morte e sepoltura. A terra, ai piedi del Bambino, uno dei Magi ha deposto lo scettro e la corona ad indicare la sottomissione al vero re.  La presenza di Angeli e pastori crea un contrasto tra la gloria celeste e l’umiltà terrena.

La Vergine è seduta a sinistra con Gesù Bambino posto sulle sue ginocchia, i loro volti sereni e luminosi. San Giuseppe, più discosto, alle spalle di Maria tiene in mano il bastone fiorito. A destra, un cane è rivolto verso l’osservatore del dipinto. Il cielo plumbeo e i soldati, in mezzo alla carovana con le lance in mano, inseriscono l’episodio evangelico nella cornice oscura della minaccia di Erode, che porterà al massacro degli innocenti, preludio della passione e morte in croce del Cristo innocente.

Un particolare significativo del dipinto è rappresentato da un personaggio, posto in basso in una cornice ovale, nel quale è possibile riconoscere San Vito martire.

“Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra”. (Matteo 2,11).

L’Epifania è la festa degli autentici cercatori di Dio! La ricerca dei Magi è compiuta. Essi hanno trovato ciò che cercavano, illuminati dalla stella e dalle scritture profetiche hanno sperimentato che mettersi in viaggio per cercare il Signore non è stato vano. Il Signore si fa sempre trovare da coloro che lo cercano. È vicino e compie le attese di quanti lo desiderano.

Come i Magi, anche noi vogliamo adorare la luce del mondo che è brillata nella grotta di Betlemme. anche noi oggi possiamo essere uomini di fede che, avvertendo nell’intimità dei loro cuori il forte richiamo del Signore, iniziano a cercarlo, ad andargli incontro per trovarlo, ad accoglierlo e a lasciarsi accogliere da Lui.

don Marco Diara

Tags: , ,


Autore

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna Su ↑