Società

Pubblicato il 30 Gennaio 2025 | di Redazione

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Un’alleanza per la Vita

«Trasmettere la vita speranza per il mondo» è il tema che la Conferenza episcopale italiana suggerisce per la 47esima Giornata mondiale per la Vita che si celebra il 2 febbraio. Un’esortazione che si inserisce nell’alveo dell’anno giubilare, sollecitando ancora una volta ad assumere l’orizzonte della speranza per ridare nuovi orizzonti alla Chiesa e al mondo.

E la speranza si manifesta in scelte che esprimono fiducia nel futuro. Una particolare espressione di fiducia nel futuro è la trasmissione della vita, senza la quale nessuna forma di organizzazione sociale o comunitaria può avere un domani. «Ogni nuova vita – ricordano i Vescovi – è “speranza fatta carne”. Per questo siamo vivamente riconoscenti alle tante famiglie che accolgono volentieri il dono della vita e incoraggiamo le giovani coppie a non aver timore di mettere al mondo dei figli. È urgente “rianimare la speranza” in questo particolare campo dell’esistenza umana, tanto decisivo per l’avvenire».

Una speranza che si scontra, anche nel nostro Paese, con il fenomeno del costante calo delle nascite. Tutto ciò, secondo la Cei, è «il risultato di una profonda mancanza di fiducia, che invece costituisce l’ingrediente fondamentale per lo sviluppo della persona e della comunità; esso viene pregiudicato dall’angoscia per il futuro e dalla diffidenza verso le persone e le istituzioni». Sull’altro fronte, si registra un fenomeno opposto, sempre più frequente: quello del desiderio di diventare genitori a qualsiasi costo, che interessa coppie o single, cui le tecniche di riproduzione assistita offrono la possibilità di superare qualsiasi limitazione biologica, per ottenere comunque un figlio, al di là di ogni valutazione morale. «Le persone che avvertono la mancanza di figli vanno accompagnate – indicano i Vescovi – a una generatività e a una genitorialità non limitate alla procreazione, ma capaci di esprimersi nel prendersi cura degli altri e nell’accogliere soprattutto i piccoli che vengono rifiutati, sono orfani o migranti “non accompagnati”».

L’impegno per la vita interpella innanzitutto la comunità cristiana, chiamata a fare di più per la diffusione di una cultura della vita e per sostenere le donne alle prese con gravidanze difficili da portare avanti. La Chiesa deve anche promuovere un’alleanza sociale per la speranza che promuova la cultura della vita. «Un’alleanza – si legge ancora nel messaggio – può e deve essere inclusiva e non ideologica, mettendo insieme tutte le persone e le realtà sinceramente interessate al futuro del Paese e al bene dei giovani: se la questione della natalità dovesse diventare la bandiera di qualcuno contro qualcun altro, la sua portata ne risulterebbe svilita».

Tutti siamo chiamati a nutrire questa speranza anche dinanzi a scenari contemporanei (bambini che perdono la vita nei teatri di guerra, quelli che muoiono nei tragitti delle migrazioni per mare o per terra, quanti sono vittime delle malattie o della fame nei Paesi più poveri della terra, quelli cui è impedito di nascere) che non trovano «alcuna giustificazione razionale o etica» e seminano morte.

E allora, affidandoci a un Dio che ama la vita, la desidera e la diffonde con gioia e ama in modo particolare gli esseri umani, chiamati a condividere la dignità filiale e ad essere partecipi della stessa vita divina, sentiamoci protagonisti di questa alleanza per la Vita. Un’alleanza anche sociale «che promuova la cultura della vita, mediante la proposta del valore della maternità e della paternità, della dignità inalienabile di ogni essere umano e della responsabilità di contribuire al futuro del Paese mediante la generazione e l’educazione di figli; che favorisca l’impegno legislativo degli stati per rimuovere le cause della denatalità con politiche familiari efficaci e stabili nel tempo; che impegni ogni persona di buona volontà ad agire per favorire le nuove nascite e custodirle come bene prezioso per tutti, non solo per i loro genitori».

In cattedrale il concerto
«In principio era la Vita»

Tra le iniziative promosse nella nostra Diocesi per celebrare la Giornata per la Vita c’è anche il concerto-meditazione che si terrà sabato 8 febbraio, nella cattedrale San Giovanni Battista, alle 20, promosso nell’ambito delle iniziative giubilari. «In Principio era la Vita» è un percorso in versi, musica e parole per cantare la speranza. È stato ideato e scritto da Giuseppe Di Mauro e vedrà esibirsi Federica Bonifacio (soprano) e Amedeo Falla (tenore), accompagnati all’organo da Andrea Strada e dalla voce narrante di Tiziana Bellassai.

Il percorso artistico e musicale del concerto nasce dalla ricerca del senso della vita attraverso la bocca di un “piccolo”, capace di parola e poesia, di incantarsi e di sporcarsi le mani con la nuda realtà. Nel farsi piccoli, tornano a cantare la speranza sia i Padri che le Madri, entrambi tentati dal potere sulla vita offerto dalla tecnoscienza. Domande come spade, insieme ai versi poetici, spingeranno a cercare “altrove”, a risalire alla prima radice, al Principio, senza facili accomodamenti. C’è un dolore che invoca riscatto, c’è un dolore che attende Amore e la propria trasfigurazione… c’è un Dio Padre e Madre pronto a rispondere ad ogni invocazione di figlio…

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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