La mega Europa degli anti Ue
Nella lingua italiana Mega è un prefisso che indica già di suo grandezza, non sappiamo se questo fosse già chiaro a Elon Musk quando ha lanciato questo slogan, avendolo utilizzato come acronimo di Make Europe Great Again (Facciamo l’Europa Grande di Nuovo) motto che in teoria potrebbe trovare tutti d’accordo.
È bello giocare con le parole, serve molto in politica durante le campagne elettorali nella fase della propaganda, specie se come sovente accade si evita di analizzarle in modo sistematico…
Ed ecco nel nome di questo nuovo slogan, sull’onda del trionfo di Trump negli Usa, a Madrid si sono riuniti i “Patrioti per l’Europa”; ed anche qua l’accostamento dei due sostantivi lascia perplessi, perché questi politici non sono dei patrioti infervorati dall’Europa, tutt’altro, pensano che l’Europa limiti la libertà (lo slogan infatti è “Meno Europa più Libertà”) e quindi il nome del gruppo più che un auspicio somiglia molto a un ossimoro!
L’Italia era presente nella persona di Matteo Salvini che si è infervorato in un intervento appassionato, il vicepresidente del Consiglio e leader di partito cui appartiene il ministro dell’Economia.
Ovviamente non è una novità l’antieuropeismo della Lega, fino al 2018 esplicitamente infatti echeggiavano slogan antieuropei e pro Italexit, per la verità in buona compagnia perché fino a quella data anche M5S e Fratelli d’Italia avevano posizioni antieuropeiste; basta sforzare minimamente la memoria (esercizio assolutamente desueto in Italia) per ricordare che il buon Mattarella si mise di traverso alla nomina a Ministro dell’Economia di un ottimo economista come Paolo Savona, reo di teorizzare l’uscita dall’euro (e questo è legittima espressione di pensiero), con un semplice atto del Governo, senza passare dal Parlamento (per non allarmare i mercati) e questa cosa è impossibile (direi eversiva) in Italia dove i trattati internazionali hanno rilievo costituzionale.
Magicamente nel 2022 l’antieuropeismo è scomparso dall’agenda politica e dalla campagna elettorale, come mai? Semplice! In mezzo, grazie ai buoni uffici de nostro Commissario Europeo per l’Economia, l’Italia riceveva con il Pnrr quasi 200 miliardi (di cui una settantina a fondo perduto) e si sa a caval donato non si guarda in bocca!
Per capire l’entità del flusso finanziario, l’Italia litiga ogni anno per mesi per manovre economiche che valgono un decimo di quell’importo ed infatti sarebbe interessante sapere i risultati economici tanto trionfalmente esibiti (e non sempre a proposito) dal governo quanto siano frutto delle somme che da due anni arrivano in virtù di quella misura economica.
Ma come si suol dire passata la festa, gabbato lo santo, ecco che spesa quella donazione, riemergono, proprio nel partito del ministro del Bilancio, i rigurgiti antieuropeisti.
Ma siamo veramente convinti che “Meno Europa” significhi “Più Libertà”?
Ho detto che il motto poteva trovare tutti d’accordo, tranne che per l’ultimo avverbio Again (di nuovo): quando prima degli ultimi 70 anni contrassegnati dall’unificazione l’Europa è stata “Grande”?
Quando ha originato 2 guerre mondiali in 25 anni? Anche allora in mano ad altri “Patrioti”?
