Politica

Pubblicato il 14 Novembre 2025 | di Vito Piruzza

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Da Camaldoli all’Europa

Camaldoli, per chi conosce la storia del movimento cattolico, è un luogo che evoca elaborazione culturale, impegno, visione del futuro, solidità di principi: in quell’eremo nel luglio del 1943, qualche giorno prima che il regime fascista implodesse, un gruppo di intellettuali cattolici ha cominciato a pensare l’Italia del futuro; per una strana coincidenza, proprio un mese prima che a Milano venisse fondato il Movimento Federalista Europeo già pensato 2 anni prima a Ventotene.

Il Codice di Camaldoli che venne redatto a partire da lì servì, per la parte cattolica, come trama condivisa su cui tessere dal 1946 il proprio contributo alla Costituzione Repubblicana improntata ai principi di libertà, democrazia, centralità della persona, giustizia sociale etc.

Nel 2023, durante le celebrazioni degli 80 anni di quel momento magico dell’impegno dei cattolici per la nazione, si è posto il problema di pensare a livello europeo una nuova carta dei principi che rivitalizzasse l’impegno di far crescere l’Europa delle nazioni, in un momento in cui da più parti la sua stessa esistenza veniva messa in discussione; ed ecco nascere l’Associazione Nuova Camaldoli che dopo un lungo lavoro il mese scorso ha presentato il frutto di mesi di riflessione e redazione: “UN CODICE PER UNA NUOVA EUROPA”.

Lo stesso documento indica l’auspicio che questo Codice “possa indicare una prospettiva di crescita umana e civile nel segno di un nuovo umanesimo personalista, per il continente europeo” in un momento in cui l’Europa “ha accumulato negli ultimi anni un ritardo sempre più consistente sul piano culturale, industriale e tecnologico rispetto ad altre aree del globo e ha perso autorevolezza anche nel quadro sempre più frammentato e conflittuale delle relazioni internazionali. I gravi problemi sociali ed economici che siamo chiamati ad affrontare hanno ormai assunto una dimensione internazionale”.

Il documento porta la firma di 115 intellettuali con grande varietà di competenze e provenienze e affronta in modo sintetico le criticità che affliggono l’idea europea, intatta nella sua tensione ideale, ma che si confronta quotidianamente con la difficoltà di operare concretamente in linea alla propria ispirazione.

Una sfida che ancora una volta vede i cattolici protagonisti attivi, come 80 anni fa, nella ricerca di un senso nuovo e aderente all’umanesimo, di cui siamo portatori, per un’ipotesi di convivenza non più nazionale ma sovranazionale.

Una sfida ardua, ma possibile, se si hanno a cuore le sorti del vecchio continente e i valori di pace, condivisione e cooperazione che hanno da sempre contrassegnato l’idea di Europa.

Ragusa, grazie all’iniziativa del Movimento federalista Europeo e dell’Associazione Co-Governance, sarà la prima città in cui il 7 novembre il documento viene presentato da due dei redattori: il prof. Antonio Maria Baggio, docente di filosofia e Luisa Trumellini, presidente nazionale del Movimento Federalista Europeo.

Per chi volesse informarsi su questo documento, arrivando preparato a questo importante evento, lo si può trovare sul sito dell’Associazione www.associazionenuovacamaldoli.it

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