Cultura

Pubblicato il 4 Aprile 2025 | di Redazione

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La bellezza della tradizione

Ho sempre amato la bellezza della statua del Cristo morto, che viene portata in processione, per il Venerdì Santo a Vittoria, dalla basilica di San Giovanni, sino ad arrivare in piazza Sei Martiri, più nota come “Piazza Calvario”.

È bene ricordarlo che la vita sociale di numerose città e paesi, come nel caso della città di Vittoria, si animarono quando i papi della Riforma, nonché i vescovi, cominciarono a favorire le confraternite di devozione, considerate uno strumento disponibile, agile e articolato di mobilitazione e di aggancio alle ampie masse di fedeli.

In questo mio lavoro ho cercato di mettere in primo piano le peculiarità delle statue del Cristo morto e della SS. Maria Addolorata; cercando di far rilucere la bellezza della tradizione passata e attuale. Il libro si suddivide in tre capitoli, ci si soffermerà sulla nascita e sulla storia della Congregazione del SS. Crocifisso; si tratterà della devozione e dell’importanza del Venerdì Santo per la città di Vittoria nonché per i vittoriesi; infine si farà riferimento al gemellaggio tra la Confraternita del SS. Crocifisso di Vittoria con la Congregazione del SS. Crocifisso di San Marcello al Corso di Roma.

Particolari ringraziamenti vanno alla professoressa Stefania Di Carlo, che ha redatto un invito alla lettura; a al vescovo di Caltanissetta monsignor Mario Russotto per la splendida prefazione; all’assessore alla cultura di Vittoria Paolo Monello; a Mario Di Vita per avermi dato la possibilità di conoscere da vicino la storia della Congregazione e all’idea del mantello voluto da monsignor Angelo Rizzo; a tutti i confrati; a don Salvatore Mallemi per le belle parole offerte in periodo pandemico; a Gaetano Bruno per avermi dato la gioia di ascoltare le sue parole inerenti la sua tradizione e la sua devozione al Venerdì Santo vittoriese; tre personalità che hanno risposto alle mie domande, improvvisatomi “giornalista specializzato del pensiero cristiano”. Di conseguenza, in parte, questo mio lavoro ha anche una costruzione atipica perché afferisce a “un caso di realtà” trattato con l’acquisizione di fonti orali contemporanee.

Stefano Nicosia

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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