Politica

Pubblicato il 28 Aprile 2025 | di Emanuele Occhipinti

0

Rianimiamo i piccoli paesi delle zone montane

Giarratana, 3.000 abitanti tra le colline degli Iblei, ai piedi del Monte Lauro, l’altura più elevata della provincia di Ragusa, tra boschi e torrenti, ha bisogno di un supplemento di creatività per far fronte alla marginalità geografica ed allo spopolamento demografico dei centri montani. Alle tradizionali feste per le quali la cittadina è conosciuta e visitata, quali il Presepe vivente, la Sagra della cipolla, le feste di San Giuseppe, Santa Maria della Neve o San Bartolomeo Apostolo, una buona dose di intraprendenza amministrativa organizza e prepara eventi sia al fine di animare la comunità sia al fine di costituire occasione di richiamo turistico. Ma il turismo occasionale non è in grado da solo di salvaguardare il benessere sociale ed economico del paese.

Lo chiediamo a Grazia Fiore, attuale vicesindaco del comune montano.

Quali difficoltà incontra un piccolo paese di montagna?

«Da un trentennio a questa parte Giarratana, così come tutti i paesi piccoli delle zone montane o all’interno della Sicilia, ha registrato un lento declino economico e demografico. Minore attenzione dello Stato e della Regione hanno costretto i comuni più piccoli ad una marginalizzazione sempre maggiore e  ad una crescente riduzione dei servizi. Un esempio per capire meglio il fenomeno: il centro per disabili di Giarratana, Monterosso e Chiaramonte, all’inizio, quando è stato istituito, offriva un servizio di eccellenza: aperto mattina e pomeriggio, con la presenza di figure specializzate nella gestione delle disabilità e con diverse attività di musicoterapia, piscina ed altre proposte. Nell’anno 2024 e 2025 si è arrivati a un servizio di 4 ore per 5 giorni la settimana e dal  prossimo anno non sono stati previsti fondi per centri ricreativi per disabili. I collegamenti vengono mantenuti quelli indispensabili soprattutto da e verso Ragusa, mentre non ci sono autobus per Siracusa. Allo stato attuale, con l’intercettazione di finanziamenti si riesce a fare opere di una certa importanza. Abbiamo avuto un finanziamento, i lavori sono in corso, di 700.000 euro per ristrutturare l’asilo nido. Il problema è poi la gestione del nido, perché non possiamo caricare la spesa sul bilancio comunale, quindi aspettiamo i fondi Pac infanzia, o altri finanziamenti dalla Regione o da chicchessia. Il risultato è che ogni anno non si riesce a  programmare il servizio in tempo per l’inizio dell’anno scolastico».

In questa difficile e nebulosa prospettiva quali sinergie s’inventa un’amministrazione per il benessere della comunità?

Come gestiamo la situazione? Siamo un po’ saltimbanchi ed anche un po’ funamboli. Cerchiamo di approfittare di tutti i finanziamenti e contributi possibili e di tutte le occasioni che ci permettono di promuovere il nostro territorio. Come, per esempio, le giornate Fai di primavera, che è stata un’esperienza coinvolgente per tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato a queste due intense  giornate di promozione culturale del territorio e specificatamente del Museo Ibleo dell’Emigrazione e del Museo a Cielo Aperto, grazie soprattutto agli apprendisti ciceroni della scuola Luigi I.C. Capuana Giarratana-Monterosso, che da perfetti padroni di casa hanno saputo accogliere, interessare, meravigliare e commuovere, con i loro modi  e con i loro racconti semplici e appassionati, tutti i visitatori. Ancora, il Roots Fest dei Borghi dei Tesori il 3 e 4 maggio, in cui 46 comuni siciliani aprono musei, palazzi, e chiese per far conoscere tradizioni, luoghi inediti, enogastronomia ed esperienze antiche. O, tanto per fermarci qui, la fiera degli animali, la secolare Fiera di San Bartolomeo, tra la mezzanotte e il mezzogiorno del 21 agosto, oggi è uno scampolo di quella grandiosa fiera che fino agli anni ’50 del secolo scorso durava per più giorni. Fortunatamente a Giarratana ci sono diverse associazioni, persone e gruppi che, con la collaborazione del Comune, si mettono in gioco e, con spirito di comunità, riescono a ravvivare il nostro paese. Mi piace ricordare il nuovo direttivo del Centro Diurno che da novembre, data in cui è stato eletto, si occupa incessantemente di coinvolgere e animare il centro con una partecipazione straordinaria di soci e non. Ricordo ancora la Consulta Femminile di Giarratana, sempre vicina alle fasce deboli con azioni concrete, attentissima alle tematiche femminili con spettacoli sit-in, murales ed altro, promuove la condizione e l’emancipazione delle donne. Le associazioni hanno un ruolo attivo durante il presepe, durante il carnevale ed in tanti altri momenti di socialità e di promozione del territorio. Le associazioni sportive coinvolgono i ragazzi e i bambini e per fortuna anche a livello sportivo abbiamo una solida tradizione».

Cosa spera per il futuro di Giarratana?

Alla fine, che cosa spero per il futuro del mio paese? Spero che cambino le politiche nazionali, che mettano al centro i paesi più emarginati, che diano fondi per servizi efficienti; ed ancora che con i fondi europei Po-Fesr 2021-2027, tramite la Fua (area urbana funzionale) di cui facciamo parte insieme a Ragusa, Modica, Vittoria, Scicli e Santa Croce Camerina, riusciamo finalmente a rendere fruibile la Villa Romana, uno dei beni storici più importanti di Giarratana, completandone gli scavi archeologici e rendendo accessibile al pubblico la villa di età imperiale di contrada Orto Mosaico. Potrebbe essere un volano per il turismo di Giarratana e del territorio ibleo. Le donne e gli uomini di Giarratana sono pronti a rendere il paese sempre più accogliente e attrattivo, migliorando la qualità della vita e offrendo nuove opportunità di crescita per l’economia locale.


Autore

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha lavorato dal 1990 presso Banca Agricola Popolare di Sicilia, prima nei servizi di agevolazione e credito alle imprese e successivamente in staff alla Direzione Marketing. E’ impegnato nell’associazionismo e nel volontariato nazionale ed internazionale, settori per i quali svolge anche il ruolo di formatore. Già presidente diocesano di Azione Cattolica, è, in atto, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ragusa e membro del Consiglio Nazionale della FISC (Federazione Italiana Settimanali Diocesani).



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna Su ↑