Politica

Pubblicato il 8 Luglio 2025 | di Vito Piruzza

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Un delirio bellicista incombe sui destini del mondo

Non si può dire che non fosse nell’aria, nonostante le improvvide rassicurazioni del ministro Tajani che solo qualche ora prima ha dichiarato di non vedere nessun segnale di un attacco israeliano, e questo rende ancora più inquietante la vicenda perché certifica la totale inerzia della diplomazia internazionale davanti alla oramai consolidata prassi di ignorare le benché minime regole del diritto internazionale.

Abbiamo parlato in passato della gravità insita nella delegittimazione di tutti gli organismi di legalità internazionale a partire dall’O.N.U. e a finire all’Alta Corte Penale Internazionale, che ci ha fatto arretrare di 80 anni azzerando tutti gli sforzi compiuti di trovare un livello di composizione incruento delle controversie internazionali e i frutti stanno giungendo a cascata.

Sia chiaro, l’Iran è certamente criticabile per una lunga serie di difetti: è una dittatura teocratica, conculca i diritti delle donne, contribuisce alimentando formazioni terroristiche a destabilizzare interi Paesi come il Libano tramite Hezbollah, lo Yemen tramite gli Houthi, la Palestina tramite Hamas, dichiara di voler distruggere lo stato di Israele; ma tutto questo giustifica un’aggressione militare, una guerra non dichiarata?

La motivazione ufficiale di Israele sta nella necessità di impedire all’Iran di dotarsi di armamenti nucleari, ed in effetti il raggiungimento di questo traguardo sarebbe stato un ulteriore elemento di instabilità nella regione, però si farebbe un torto alla storia non ricordando come si è sviluppata la vicenda. Nel 2015 dopo una lunga trattativa a Vienna alla presenza dei 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, con in aggiunta la Germania e l’Unione Europea, si chiuse un accordo sul nucleare iraniano; accordo che prevedeva la limitazione ai soli usi civili del nucleare con la possibilità di visite ispettive che ne verificassero il rispetto. Nel 2018 è stato proprio Trump durante la sua prima amministrazione (con Netanyahu primo ministro in Israele) a disdire l’accordo ripristinando le sanzioni e di fatto lasciando incontrollato il piano nucleare dell’Iran che fino ad allora aveva rispettato l’accordo, salvo poi cercare di riprendere tardivamente i colloqui poco tempo fa con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

In pratica si è abbandonata la via del negoziato, in questo caso addirittura disdettando un trattato già firmato, per poi ricorrere con disinvoltura all’attacco militare: esattamente ripercorrendo il canovaccio che ha portato alla guerra in Ucraina e che condurrà a chissà quanti altri conflitti se non si abbandona questa logica della forza che in un delirio bellicista sta travolgendo il mondo.

È vero che l’Iran sciita è inviso al resto del mondo islamico sunnita, e questo forse permetterà di mantenere il conflitto ristretto ai due contendenti, ma fino a quando questi governanti bellicosi giocheranno alla roulette russa con i destini del mondo?


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