I Vescovi di Sicilia in visita alla Chiesa di Tunisi
Dal 15 al 18 settembre scorsi, i vescovi di Sicilia sono stati a Tunisi. È stata una visita di conoscenza e di scambio tra la Chiesa di Tunisia e le diocesi dell’Isola attraverso la presenza della più alta espressione di Chiesa che sono i vescovi. L’ospitalità è stata curata dall’arcidiocesi di Tunisi col suo vescovo mons. Nicolas Lhernould, presso la Maison diocesaine, ubicata nei pressi della Cattedrale e dalle suore del Verbo incarnato. La visita si inserisce nel contesto delle attività che la nostra Diocesi insieme a quella di Mazara e diverse diocesi di Sicilia hanno avviato ormai da diversi anni, con visite reciproche tra le due Chiese e scambio di progetti e di volontari.
ALL’ARRIVO in aeroporto la delegazione siciliana è stata accolta dal vescovo Nicolas e dal parroco della cattedrale p. Jacques e condotti nella neogotica cattedrale dedicata a san Vincenzo De’ Paoli per una visita nella quale è stata presentata la realtà ecclesiale della diocesi da parte del parroco e dello stesso Arcivescovo. Una Chiesa piccola (circa 30 mila fedeli) che vive in mezzo a una popolazione di 12 milioni di abitanti e che comprende l’intero territorio nazionale, con 6 parrocchie e 10 altri luoghi di culto sparsi per il Paese che per il resto è interamente musulmano.
L’unica evangelizzazione possibile in questo contesto è quella della testimonianza della vita attraverso l’accoglienza, l’ascolto e l’amore gratuito verso ogni uomo incontrato. Una chiesa che ha avuto il coraggio di cedere i suoi 120 luoghi di culto e pastorale nel secolo scorso per le vicende politiche che hanno interessato la nazione. È stata una liberazione – ha commentato l’arcivescovo – che ha consentito alla comunità cristiana di dedicarsi all’essenziale: l’annuncio dell’amore di Dio attraverso la testimonianza della vita.
Nel pomeriggio il prof. Adnan El Ghali, architetto e storico tunisino, ha accompagnato i Vescovi nei luoghi della Medina. A conclusione della giornata la celebrazione eucaristica in Cattedrale, presieduta dall’Arcivescovo Nicolas nella memoria della B.V.M. Addolorata.
LA VISITA DEI LUOGHI PIÙ SIGNIFICATIVI DELLA PRESENZA CRISTIANA ANTICA nel nord Africa risalente già al II secolo è stata parte significativa del programma. Guidati e introdotti dall’arcivescovo Lhernould la mattina del 16 settembre i vescovi hanno visitato le vestigia di Cartagine, la ex cattedrale di St. Luis (re Luigi IX morto di dissenteria in Tunisia e di cui si conservano le reliquie nella stessa chiesa), i ruderi dell’antica basilica cristiana dove si svolsero i Concili locali con la presenza di S. Agostino; il luogo del martirio delle sante Perpetua e Felicita e di altri catecumeni e il memoriale del martirio di S. Cipriano di Cartagine (anno 258) e dei martiri Scillitani (anno 180). Nei diversi luoghi sono stati svolti brevi momenti di preghiera con letture patristiche e racconti di martirio attraverso un sussidio liturgico preparato dal Vescovo delegato per la liturgia della CESi mons. Giuseppe La Placa.
Nel tardo pomeriggio ha avuto luogo la celebrazione eucaristica presso la parrocchia di San Cipriano, guidata dal p. Jawad Alamat il quale è anche segretario generale delle scuole cattoliche della Tunisia, nel giorno proprio della solennità del Santo martire Cipriano, con la partecipazione dell’intera comunità e dell’ambasciatore d’Italia in Tunisia S.E. Alessandro Prunas e consorte, i quali si sono intrattenuti anche alla cena offerta dalla parrocchia. Significativa la testimonianza del p. Jawad, il quale nel corso dell’omelia ha citato la risposta ad una obiezione rivolta alle educatrici che si occupano della scuola cattolica.
LA MATTINATA DEL GIORNO SUCCESSIVO è stata infatti dedicata alla visita di una delle scuole cattoliche diocesane nella cittadina di Menzel Bourghiba, distante un’ora e mezza di auto da Tunisi e gestita dalle suore salesiane. Un’accoglienza festosa con canti e danze da parte dell’intero istituto che conta circa 500 alunni della scuola primaria che proprio in questi giorni hanno ripreso le attività scolastiche.
Nel pomeriggio i vescovi hanno visitato la parrocchia di Saint-Augustin e Saint-Fidèle, retta dai padri Lazzaristi. Qui si venera ancora, anche da parte dei musulmani, una statua copia della Madonna di Trapani introdotta nei primi decenni del secolo scorso. Oggi, come riferito dal parroco p. Narcisse Djerambete la chiesa accoglie ogni domenica una comunità anglofona, prevalentemente africana, per la messa. Sul posto risiede anche una comunità di suore missionarie della Carità fuggite dalla Libia ai tempi della caduta di Gheddafi, che si prendono cura di alcune anziane italiane. Dal settembre 2011, i padri della congregazione della Missione, conosciuti come lazzaristi, hanno preso il posto dei Salesiani nella gestione della chiesa.
Oltre alla sua valenza spirituale, l’edificio rappresenta un importante punto di riferimento per la comunità locale.
I Vescovi hanno ascoltato anche la testimonianza delle Suore di Madre Teresa e la loro opera nella parrocchia. La celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Fragnelli, vescovo di Trapani, ha concluso la visita.
L’ULTIMO GIORNO, giovedì 18 settembre, dopo la concelebrazione in cattedrale presieduta dal Presidente CESi mons. Antonino Raspanti, i vescovi hanno visitato la sede della Caritas diocesana ubicata nei locali della Curia. La direttrice, suor Spéciosa Mukagatare, ha illustrato l’impegno della chiesa tunisina sul fronte della carità che, unitamente a quello scolastico-educativo, costituisce il più importante e visibile elemento ecclesiale.
Gli operatori di Caritas Tunisia lavorano nei quartieri popolari molto degradati, con tanta violenza familiare e povertà, e fanno visita ai migranti nelle carceri. Distribuiscono abiti e altri beni materiali, forniscono cure mediche. Organizzano laboratori di sartoria, di bricolage per le donne (sia tunisine sia migranti) e corsi di informazione informatica per permettere alle madri di mettersi in contatto con i figli in Europa. Offrono materiale scolastico ai bambini per incoraggiarli a tornare a scuola e formazione professionale ai giovani. “A Tunisi stanno aumentando molto le disuguaglianze tra ricchi e poveri. Incoraggiamo i giovani a non isolarsi e cerchiamo di fare uscire le donne e i bambini per incontrare persone di altri quartieri. In questo periodo ci preoccupa molto la situazione dei bambini lasciati in strada, che possono essere oggetto di traffico e sfruttamento”. Per suor Speciosa, attenta alle questioni ambientali (sogna di costruire un villaggio verde nel deserto), l’unica via d’uscita per risolvere la complessa questione migratoria “è investire nello sviluppo nei Paesi di origine, creando opportunità e posti di lavoro”.
Inoltre due volontarie musulmane che lavorano con la Caritas, hanno testimoniato il loro impegno nel campo della formazione soprattutto dei fanciulli delle periferie per una educazione al rispetto dell’ambiente e alla necessità di formarsi attraverso lo studio per migliorare sé stessi ed edificare il proprio futuro professionale nel proprio Paese. Caritas Italiana collabora con Caritas Tunisia nell’ambito della mobilità umana, con un progetto pluriennale in favore di migranti presenti nel paese nell’ambito della campagna “Liberi di partire, liberi di restare” della Conferenza Episcopale Italiana. Inoltre collabora per il sostegno alle fasce più vulnerabili di ogni nazionalità.
Alcune Caritas diocesane italiane hanno avviato iniziative di scambio volte a favorire il dialogo tra le sponde del Mediterraneo e avviare collaborazioni in favore delle fasce più svantaggiate della popolazione. Diversi sono stati i viaggi di scambio con le diocesi di Sicilia da parte di responsabili e volontari. Lo scorso anno (2024) è stato organizzato un viaggio a Modica, Ragusa, Caltanissetta e Palermo da parte di una delegazione di Caritas Tunisia, invitata a conoscere le buone prassi delle Caritas di Sicilia e collaborare nell’ambito di un gemellaggio che dura da anni come quello della diocesi di Mazara che col suo vescovo ha sollecitato questa visita.
Il pomeriggio prima della partenza di rientro in Italia i vescovi, guidati dall’instancabile mons. Nicolas, hanno visitato il Museo del Bardo dove sono custodite significative testimonianze archeologiche della presenza cristiana nel Nordafrica.
Come segno di solidarietà le diocesi di Sicilia hanno voluto offrire alla Chiesa di Tunisi una cospicua offerta in denaro per i progetti che verranno sviluppati.
