«Mai in pensione davanti a Dio»
Una delle ultime celebrazioni del Giubileo diocesano, anche in vista della conclusione di quello universale, è stata quella del Giubileo dei pensionati e dei nonni.
«In un momento storico in cui sembra che non ci sia posto e tempo per sperare in un domani migliore» il sindacato ha desiderato offrire un contributo alla speranza come ha detto, nel saluto iniziale al nostro Vescovo Mons. Giuseppe La Placa, Vito Polizzi, componente ragusano della segreteria regionale della FNP-CISL che ha promosso l’evento in tutta la regione con celebrazioni a Palermo (26/9), a Messina (24/9) ed a Ragusa (25/9 con SPI-CGIL e UIL Pensionati).
Mentre in un remoto passato gli anziani erano considerato fonte di saggezza tanto da affidare loro anche la gestione della cosa pubblica, ai nostri giorni pur essendo depositari della stessa saggezza la società efficientista li relega in ruoli di supplenza in famiglia (quando va bene) o, se non più frequentemente, in cronicari, un po’ come “limoni spremuti” che non hanno più niente da dare in attesa di un’ingloriosa fine (e quella stessa qualcuno la vuole affrettare, ma questo è un altro discorso).
É vero che i progressi della medicina da un lato hanno allungato la vita, ma dall’altro l’hanno reso bisognosa di supporto (non solo medico, ma anche sociale) tanto che è «un dovere morale di tutti – e in particolare delle istituzioni – custodire e proteggere coloro che hanno contribuito con fatica e dedizione alla costruzione della nostra società» ha ammonito nella sua omelia il Vescovo. L’eventuale fragilità non li definisce, ma – ha continuato Mons. La Placa – «il dono della vostra esperienza sono “legname” prezioso per edificare la casa del Signore […](con) la speranza custodita, la fede trasmessa, la carità vissuta».
É giusto davanti al Signore innalzare a Lui il nostro grazie per i giorni vissuti, per le sfide affrontate, per i doni ricevuti e consegnati alle nuove generazioni contribuendo così a far crescere la loro speranza (alla quale è intitolato il Giubileo universale), ma c’è sempre la possibilità di vivere pienamente anche questa nuova fase cercandone il significato che non è quanti soldi abbiamo accumulato o quanto abbiamo costruito: questi sono “inventari fatti sempre senza amore…” (C. Chieffo).
É (ri)data ora la possibilità di (ri)costruire la vita interiore e di (re)incontrare Gesù Cristo (ri)conoscendoLo nelle circostanze e negli incontri quotidiani, (ri)aprire il cuore. Ed il cuore non invecchia come ha detto papa Francesco: «Niente può impedirci di amare, di pregare, di donare noi stessi, di essere l’uno per l’altro, nella fede, segni luminosi di speranza» (Angelus, 16 marzo 2025) ripreso da papa Leone: «Abbiamo una libertà che nessuna difficoltà può toglierci: quella di amare e di pregare. Tutti, sempre, possiamo amare e pregare» (26/6/2025).
Non possiamo che concordare col nostro Pastore: «Il tempo presente, pur con ritmi e priorità diversi, rimane prezioso agli occhi del Signore e della Chiesa […] la vita non è mai “in pensione” davanti a Dio»!
