Società

Pubblicato il 12 Novembre 2025 | di Antonio La Monica

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Musica, silenzio e luce: l’incontro con Juri Camisasca

Viaggiare in profondità e sentire aria tersa di montagna restando seduti sulla panca di una chiesa del centro storico di Ragusa. Impresa non impossibile se si partecipa ad un incontro con Juri Camisasca, musicista, pittore di icone, uomo profondamente innamorato del sacro. L’evento è legato alla presentazione del libro “Un semplice esistere” nel quale il teologo Paolo Trianni dialoga con Camisasca.

In occasione di questo incontro la Biblioteca diocesana di Ragusa ha organizzato un pomeriggio nella chiesa di San Francesco di Paola con la partecipazione del “Coro Cantus novo” diretto dal maestro Giovanni Giaquinta e del pianista Giovanni Celestre.

A condurre il dialogo è Trianni. La scoperta della musica, la vocazione che lo ha condotto in monastero per dieci anni, l’amicizia fraterna con Franco Battiato, la scelta di vivere nella solitudine e nel silenzio. Questi i temi della serata. Per ognuno di essi Camisasca distilla riflessioni che hanno il sapore dell’autenticità.

“La musica è qualcosa che ti prende – spiega – e non sei tu che la insegui. In tanti sognano di diventare artisti senza però riuscirci. Per diventare musicista devi avere la vocazione. Fin da bambino ricordo che pulsava dentro di me questa chiamata alla musica. Sono nato cantando”.

“Il miracolo più grande – sottolinea Juri – è la vita, la nostra esistenza. Già di per sé è un miracolo essere su questo pianeta dell’Universo. Il miracolo successivo è il futuro, ovvero il tempo che abbiamo nel momento in cui smettiamo di dare per scontato il fatto di alzarci al mattino, fare colazione, lavorare… Quella che per molti è normalità, in realtà è qualcosa di prodigioso”.

Nel cammino di Camisasca c’è un prima, fatto di esperimenti musicali e c’è un poi che segue la conversione. “È stato – spiega Camisasca – un intervento gratuito di una forza, di una luce, che è un qualche cosa che non ha niente a che fare con la mia presenza fenomenica. Sono stato investito da questa presenza che è una esplosione inimmaginabile di bellezza, di quiete, di gioia. È talmente alto il valore di questa realtà per cui inseguire gli ideali della vita mondana non ha più significato”.

Che non si trattasse di un abbaglio momentaneo lo testimonia il cammino sui sentieri dello spirito che Juri conduce da decenni. Anni in cui cresce l’amicizia fraterna con Franco Battiato per il quale il protagonista della serata usa parole semplici e sincere. “Franco è stato per me l’amico di una vita. Una persona che ha unito al talento prodigioso per la musica una generosità infinita”.

La serata ragusana ha restituito al canto Camisasca, dopo un lungo periodo di silenzio. L’affetto del pubblico, l’affinità con il maestro Celestre e con il Coro hanno reso possibile questo piccolo miracolo. Pochi minuti, l’incedere solenne e gioioso del gregoriano “O redemptor” e l’inno alla vita celebrato dall’”Alleluja” di Leonard Cohen hanno chiuso una serata in cui riflessione ed emozione hanno viaggiato di pari passo.

“È stato bello – conclude padre Pippo Di Corrado – accogliere Camisasca e Trianni. È stato importante partecipare a quello che ci hanno testimoniato. Si tratta di un’esperienza di Dio che è immensa, magnifica, infinita, e che cerca di tradursi in respiro, in emozione”.

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Autore

Giornalista professionista presso “La Sicilia”.



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