Vita Cristiana

Pubblicato il 20 Novembre 2025 | di Redazione

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La catechesi per i pellegrini della diocesi di Ragusa

Cari fratelli e sorelle della Diocesi di Ragusa, benvenuti a Roma! Ho deciso di accogliervi con le stesse parole con cui Paolo apre la sua lettera ai Romani, alla comunità che è in Roma e alla comunità che oggi si raccoglie qui a Roma nel Nome e a causa del Signore Gesù. Questa catechesi vuole aiutarvi a predisporre la vostra mente e il vostro cuore a vivere con intensità e consapevolezza questo passaggio della porta santa che non è altro che un rivivere la scelta di entrare e rimanere nella fede con maggiore consapevolezza.

Il tempo conta…

Il giubileo chiede la coscienza del tempo: il fatto che si celebri ogni venticinque anni ci chiede di assumerci la responsabilità del nostro vissuto in questo primo quarto di secolo del terzo millennio. Per alcuni non sarà il primo quarto per altri magari non hanno vissuto ancora un quarto di secolo. Questo è relativo ma quello che conta è che andiamo incontro al Signore con la ricchezza e il peso della nostra storia. S. Agostino spiegava che il tempo esiste perché noi viviamo il suo trascorrere con consapevolezza. Altrimenti esso è fatto solo di un prima e un dopo, di un ieri e di un domani, ma solo oggi è nelle nostre mani. Ora…adesso. Il tempo esiste grazie alla memoria, e senza di essa siamo nell’oblio. Dunque approfittiamo del tempo che avete…e che avete deciso di mettere nelle mani del Signore con il pellegrinaggio.

Non siamo individui ma popolo di chiamati

La nostra storia non è affare di ciascuno di noi. Per quanto vissuta da ciascuno di noi, è frutto anche delle nostre scelte, siamo qui come popolo di Dio chiamato a rendere conto della sua storia. Arriviamo davanti alla porta santa non solo come persone ma anche come popolo di Dio che nella storia dell’umanità di ogni tempo è segno, richiamo, motivo di conversione o di scandalo. Paolo si rivolge ai romani chiamandoli “chiamati” … la nostra fede è un’iniziativa della Santissima Trinità giunta a noi per le mani della Chiesa, dei nostri genitori, dei nostri vescovi e sacerdoti. Siamo stati resi partecipi… siamo parte di questo popolo di chiamati (EK KLESIA). C’è l’intenzione del Signore di coinvolgerci con il suo piano di salvezza che è per noi ma anche per altri…che lo conosceranno attraverso di noi.

Scegliere di rimanere connessi alla Grazia

Ognuno di noi passa la Porta per connettersi nuovamente con quel fiume di grazia che il Signore vuole riversare su ciascuno di noi, con quella precisa volontà che Gesù ci ha mostrato vivendola per noi. Quel fiume ha incontrato delle dighe, degli ostacoli, naturali o artificiali, lo abbiamo inquinato con microplastiche spirituali fatte di colpe, omissioni, parole, opere fino a bloccare quel corso benefico con peccati più seri. Ma il Vangelo è potenza di Dio. Perdona i peccati, lava le colpe, e rimuove le pene (indulgenza).

A questo passaggio bisogna arrivare preparati…consapevoli…presenti a se stessi. Occorre sapere cosa offrire, cosa cambiare, cosa chiedere di rinnovare…

Tempo di gratuità

Il giubileo è tempo di conversione e di grazia potente…che si riversa su ciascuno di noi ma anche su coloro che non sono più fisicamente tra noi. È anche un’occasione di una carità superiore, perché è amore disinteressato chiedere al Signore, attraverso il nostro pentimento e distacco dal male, di riversare la sua misericordia sui nostri cari defunti.

Io vi invito a pensare molto su questo per vivere un atto di profonda speranza verso chi non c’è più. In particolare per coloro che sono venuti meno improvvisamente, bruscamente, inaspettatamente. C’è chi ci è arrivato troppo in fretta e nessuno può sapere come… (storia Personale??)

È il senso di chiedere indulgenza per i defunti. Offrire la propria conversione e la propria battaglia spirituale per coloro che sono nelle mani del Signore… wow che bello.

Il favore con cui Il Signore ha scelto di essere per noi è un grosso impulso alla nostra generosità, a non trattenerci, a non restare bloccati in situazioni che noi giudichiamo croniche.

Tempo di Speranza

La speranza giubilare non è ottimismo spirituale ma si fonda su ciò che il Signore ha fatto per noi e motiva il nostro sperare. Nasce dalle iniziative storiche della Santissima Trinità a cui dobbiamo guardare.  Scrive S. Paolo: per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture 3 e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, 4 costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti…
C’è un titolo di Gesù ovvero un appellativo…primogenito dei morti… alla lettera…il primo partorito dal regno dei morti. Come è noto il ventre della morte è sterile. Sì noi abbiamo ormai la mania degli zombi dappertutto e Halloween è vicino purtroppo… ma dal regno dei morti non torna nessuno nella realtà…tranne uno…Gesù. Con questo titolo non si vuole dire che Gesù è ancora vivo ma che ha la forza di uscire da dove non c’è più vita. La potenza d’amore di Dio richiama dalla morte…
Non è il ritorno alla vita ma un essere portati nella vita gloriosa. Il Signore ci risuscita dalle nostre tombe e morti interiori per una vitalità diversa e rinnovata, cambiata radicalmente. Questa verità sta alla base di una speranza, incrollabile che non fa affidamento sulla condizione attuale ma su quella potenziale, quella che Gesù ci indica. Non è solo la vita oltre la morte. Ma la vita beata che continuerà dopo la morte del corpo. Tutto questo è certo, certificato da Cristo e offerto a noi come base della speranza.
Ecco perché non confonde…non delude…

Chiarezza non confusione
(costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità)

La fede non genera confusione. La confusione qui non è sinonimo di disordine o di caos. La confusione è il disorientamento, la perdita delle certezze, la confusione mentale e spirituale quella che ci blocca e non ci permette di perseverare nel bene o allontanarci dal male. Il Giubileo ci ricorda che la fede non ci vuole bloccare, o disorientare, ma dare un fondamento al nostro agire e decidere, ci vuole orientare su cosa è certo, garantito dalla stessa persona del Cristo.

Percorsi di Vita

Il passare le porte sante delle Basiliche maggiori in Roma ci mette in contatto con dei luoghi dello Spirito dove il Signore si è fatto presente. S. Maria Maggiore fu costruita sul luogo dove una nevicata in agosto segnò il luogo dove sarebbe stata costruita una chiesa in onore della Vergine Santissimo proprio dopo che la Chiesa l’aveva solennemente proclamata con il titolo Madre di Dio, ma custodisce anche la reliquia della culla di Gesù, la mangiatoia di Betlemme.
San Paolo fuori le Mura il corpo sepolto di S. Paolo, S. Giovanni Laterano le teste di Pietro e Paolo e la tavola su cui gli apostoli hanno celebrato l’ultima cena; San Pietro le spoglie di San Pietro. Sono luoghi di passaggio della grazia di Dio: luoghi, oggetti e persone… strumento di grazia e testimoni di novità. Anche noi possiamo ospitare e accogliere il passaggio della grazia in noi e per altri.

Ecco gli elementi in sintesi di questo vostro pellegrinaggio:

  • speranza certa per mettersi in cammino
  • conversione che è il cambiamento di vita dalle logiche del peccato a quelle dalla vita e dell’amore
  • generosità nell’offerta del proprio cambiamento a vantaggi di altri
  • confessione della propria fede, e non solo del peccato
  • comunione piena con il Signore vissuta nella vita, sostenuta dal sacramento, interpretata nell’oggi
  • carità per noi e per gli altri, anche i defunti.

padre Carlo Moro OAD

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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