«Lievito di pace e di speranza»
Il 25 ottobre si è svolta a Roma la Terza Assemblea Sinodale, durante la quale è stato approvato il documento di sintesi del Cammino Sinodale delle Chiese in Italia, dal titolo «Lievito di pace e di speranza». A parlarne ai microfoni di Radio Karis è don Roberto Asta, vicario generale della Diocesi di Ragusa, intervistato da Denise Arcieri.
«Siamo un popolo peregrinante verso il Regno di Dio. Siamo un popolo che scopre di dover sempre più testimoniare il Vangelo, annunciandolo con i fatti e confrontandosi con il tempo che cambia», ha affermato don Roberto, sottolineando la natura sinodale della Chiesa, definita dalle Scritture come Popolo di Dio.
Fin dall’inizio, il Cammino Sinodale si è interrogato su come le Chiese in Italia possano annunciare e incarnare il Vangelo in modo più trasparente e credibile nel cuore dell’umanità. Per questo motivo tutte le Chiese locali sono state rese partecipi del discernimento sinodale tramite l’ascolto delle comunità. L’ascolto crea relazioni e legami che fanno sì che si cammini insieme con particolare attenzione per gli ultimi, per chi si trova ai margini della nostra società.
Un aspetto fondamentale è lo stato di perenne conversione della Chiesa. Perché il Vangelo sia punto di riferimento imprescindibile è necessario che la Chiesa sia costantemente in ascolto dell’annuncio evangelico. Si tratta di una conversione missionaria e sinodale, che si realizza pienamente nella dimensione comunitaria. Da qui le tre parole chiave del Sinodo: comunione, partecipazione e missione. Il documento finale dell’Assemblea riporta le tre dimensioni della conversione: quella comunitaria, quella personale e quella strutturale. Tra le proposte concrete, spiccano la corresponsabilità e il valore delle relazioni, come strumenti per costruire una Chiesa più vicina alle persone.
In un mondo segnato dai conflitti e dalle disuguaglianze, l’immagine evangelica del lievito di pace e di speranza, proposta da Papa Leone, assume un significato ancora più profondo. Attraverso questa esperienza di ascolto e di corresponsabilità la Chiesa può indicare al mondo la strada per l’umanizzazione, cura dei più fragili e dialogo. In questo modo l’esperienza ecclesiale diventa profezia sociale da offrire al mondo.
Durante l’intervista don Roberto Asta ha fatto riferimento anche alla Chiesa locale e ai suggerimenti del cammino sinodale che verranno portati avanti in quest’anno pastorale. Durante l’ultima assemblea diocesana sono stati analizzati due temi cardine del cammino diocesano: “relazioni nuove” e “insieme per la missione”. Spicca subito l’importanza della dimensione comunitaria di entrambi gli argomenti, affinché nelle comunità si costruiscano relazioni di fraternità, di stima, di rispetto. Proprio per questo motivo, ha ricordato il Vicario generale, il Vescovo in questi anni sta sempre di più spingendo le comunità a collaborare, con particolare attenzione per i problemi del territorio.
«Se il Cammino sinodale oggi è terminato, ci accompagnerà lo stile sinodale che ci spinge a realizzare nel tempo – consapevoli delle urgenze – quello che abbiamo intuito, discusso, messo per iscritto e infine votato» ha affermato il Cardinale Zuppi a conclusione dei lavori dell’assemblea. Sarà proprio lo stile sinodale a guidare la Chiesa verso un’esperienza che sia partecipativa, che sia sempre più corrispondente alla sua identità profonda.