«Ragusa cresce con sicurezza e coesione»
In occasione del 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, abbiamo incontrato Sua Eccellenza il Prefetto di Ragusa, Giuseppe Ranieri, per riflettere sul significato di questa ricorrenza e affrontare alcune delle principali questioni che interessano il territorio ibleo. Dalla sicurezza urbana alla gestione dei flussi migratori, passando per la coesione sociale e il rapporto con le istituzioni locali, il prefetto traccia un quadro delle sfide e delle opportunità che attendono Ragusa.
Signor Prefetto, il 4 novembre rappresenta un momento di riflessione sull’identità nazionale. Come si traduce questo messaggio nel contesto di una provincia come Ragusa, ricca di storia ma anche di nuove dinamiche sociali?
Il forte richiamo all’identità nazionale induce a perseguire la forte azione di collaborazione interistituzionale che da sempre contraddistingue la Provincia di Ragusa. Tale sinergia è costantemente alimentata e rafforzata anche dalla costante attività della Prefettura che, istituzionalmente, svolge la funzione di attento sensore delle dinamiche sociali che agiscono sul territorio, cogliendone tempestivamente gli aspetti caratterizzanti e ponendo in essere le azioni necessarie a fronteggiarne le eventuali criticità.
Ovviamente solo con il contributo di tutte le forze sane del territorio si possono ottenere risultati efficaci e la Prefettura cura di sostenere e favorire l’operatività di una collaborazione sinergica nel rispetto dei ruoli di ciascuno, contando sul partenariato pubblico/privato.
Nell’ultimo periodo Ragusa ha affrontato diverse criticità legate alla sicurezza urbana e alla microcriminalità. Quali azioni concrete sta portando avanti la Prefettura per garantire maggiore tranquillità ai cittadini?
La situazione dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica del territorio provinciale è costantemente monitorata dalla Prefettura anche attraverso le sedute del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, cui partecipano i vertici delle forze di Polizia, che viene riunito con cadenza almeno settimanale.
In tale sede, al fine di prevenire i principali fenomeni delittuosi che hanno contribuito a turbare l’ordine e la sicurezza pubblica, è stato nel tempo stabilito di effettuare, oltre agli ordinari servizi di controllo del territorio e prevenzione generale, servizi straordinari a carattere interforze (cd. “alto impatto”) finalizzati a contrastare episodi di illegalità, con particolare riferimento a quelli connessi ai reati predatori, all’ attività di spaccio di sostanze stupefacenti, ad episodi di risse e contrasti legati anche alla cd. “mala movida”. E’ stata, inoltre, disposta una maggiore presenza nelle aree urbane dei Comuni ritenuti più sensibili e ove si registrano maggiori situazioni di degrado. Solo nell’ultimo anno, sono stati espletati n. 77 servizi di “alto impatto”.
A ciò si aggiunga che, proprio per prevenire la commissione di tali reati, sia la Polizia di Stato sia l’Arma dei Carabinieri assicurano – nelle città di Ragusa, Vittoria, Modica e Comiso – un pattugliamento continuo del territorio, che consente di intervenire immediatamente in caso di criticità, di svolgere una funzione di deterrenza nei confronti di malintenzionati, nonché di infondere nei cittadini un senso di sicurezza.
Inoltre, al fine di garantire ordine e sicurezza pubblica nel centro storico di Ragusa e Vittoria e di verificare l’esistenza di situazioni di illegalità connesse all’uso degli immobili contrastando il fenomeno delle “residenze fittizie” , che impedisce una reale integrazione dei cittadini stranieri nel contesto territoriale e sociale favorendo, piuttosto, situazioni di presenze irregolari e “sommerse” sottese spesso a comportamenti contra legem – a seguito di analisi della situazione nell’ambito del Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica con la partecipazione dei rispettivi Sindaci – è stata costituita una task force interforze (formata da Forze dell’Ordine, Polizia Municipale e Agenzia delle Entrate) che effettua attività di controllo “porta a porta” nei centri storici particolarmente interessati da criticità con l’obiettivo di individuare i titolari e gli occupanti degli immobili del centro storico e di riscontrare la regolarità delle occupazioni.
Il territorio ibleo è spesso coinvolto nella gestione dei flussi migratori. Qual è la situazione attuale e come si sta lavorando per garantire accoglienza dignitosa e sicurezza?
Questo territorio, come è noto, è da molti anni, interessato da sbarchi di migranti.
La Prefettura, da tempo, ha messo a punto un sistema di soccorso ed accoglienza in fase di arrivo, dettagliato in un “Piano di soccorso” costantemente aggiornato e modulato alle mutevoli esigenze.
Sia in banchina che, successivamente, nei centri di primissima accoglienza (Hotspot) sono presenti, per supporto specifico nei rispettivi ambiti, oltre ai referenti dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) che fornisce sostegno operativo e tecnico, le Organizzazioni Internazionali (UNHCR – OIM e SAVE THE CHILDREN) le altre Organizzazioni Umanitarie ed i rappresentanti dell’Associazionismo Cattolico (Caritas e Migrantes).
I punti crisi (HOTSPOT) afferenti alla Provincia offrono una capienza complessiva pari a 590 suddivisi tra Pozzallo, C.da Cifali e Modica.
Il sistema accoglienza della Provincia, poi, si basa su una rete composta da centri di accoglienza straordinaria (CAS) per i richiedenti asilo e strutture SAI per l’accoglienza di secondo livello.
L’accoglienza presso i Centri di Accoglienza Straordinaria è garantita, ad oggi, da n.16 strutture con una capienza potenziale di 667 posti, suddivisi tra uomini singoli, donne e nuclei.
Sono, inoltre, attivi 16 progetti SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) di cui 6 per adulti, 7 per minori non accompagnati e 3 per disagio o disabilità.
La Prefettura ha, da alcuni anni, attivato alcune progettualità a valere sui fondi europei FAMI (Fondo Asilo Migrazione Integrazione) e segnatamente sull’azione “Capacity building” mirata al rafforzamento delle Istituzioni nella gestione del fenomeno migratorio.
In particolare sono stati realizzati due progetti che hanno sviluppato azioni di prevenzione e contrasto dello sfruttamento lavorativo.
Nell’ambito delle azioni sviluppate è stato sottoscritto un Protocollo di Intesa promosso dalla Prefettura di Ragusa “Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura – Cura Legalità Uscita dal ghetto”, con la finalità di supportare la piena integrazione dei lavoratori stranieri impiegati nel settore agricolo e reprimere i fenomeni di illegalità nell’intermediazione della manodopera e nella gestione del rapporto di lavoro. Le attività si espletano soprattutto nella cd. “fascia trasformata”, interessata dalle note situazioni di degrado abitativo e di marginalizzazione dei lavoratori stranieri, anche a supporto dell’attività svolta ormai da anni dal progetto “Praesidium” della Caritas.
Con il supporto tecnico dell’OIM – Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, sono stati attivati tavoli di lavoro tematici in materia di collocamento pubblico contro l’illegalità, azione sanitaria, inclusione socio-abitativa e tutela dei Minori.
Oltre al Protocollo in materia di sfruttamento lavorativo e caporalato, la Prefettura, proprio in seno al Tavolo di Lavoro dedicato alla tutela dei minori, ha stipulato un protocollo d’intesa in tema di dispersione scolastica e devianza giovanile, con la partecipazione del Presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania, del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania, dei Sindaci dei Comuni della provincia, del Presidente del Libero Consorzio Comunale, del Dirigente Ufficio Scolastico Provinciale, del Direttore INPS e con l’adesione delle Forze dell’Ordine locali. Il Protocollo, che riguarda tutti i minori italiani e stranieri, è finalizzato ad avviare ogni utile iniziativa volta a prevenire la devianza giovanile nel territorio della provincia di Ragusa e ad assicurare la piena attuazione delle funzioni di tutela dei minorenni o dei giovani adulti ed a pianificare i necessari interventi e strategie al fine di contrastare sempre più efficacemente il fenomeno della dispersione scolastica.
Guardando al futuro, quali sono le priorità che la Prefettura intende perseguire per sostenere lo sviluppo sociale ed economico della provincia di Ragusa?
Le azioni di cui si è detto sono solo alcune tra quelle messe in campo dalla Prefettura con il coinvolgimento sinergico di tutti gli attori, istituzionali e non, che a vario titolo operano nei settori strategici per la tenuta sociale del territorio costituendone il tessuto socio-economico.
Le priorità non possono non riguardare la costante attenzione ai segnali di disagio sociale e la tutela della sicurezza del territorio che costituisce condizione imprescindibile dello sviluppo sociale ed economico del territorio provinciale.
In tal senso la forte rete di collaborazione interistituzionale che contraddistingue questa Provincia viene costantemente curata ed alimentata dalla Prefettura che interviene a sostegno ed impulso sulle varie criticità che impediscono la concreta coesione sociale.
Evidentemente la costante ed attenta azione di prevenzione e contrasto, operata sinergicamente con le Forze di Polizia, delle dinamiche criminogene contribuisce prioritariamente a mantenere e rafforzare le condizioni di sicurezza che sono imprescindibili per ogni iniziativa ed attività di investimento e sviluppo economico nel territorio.
