Società

Pubblicato il 31 Dicembre 2025 | di Redazione

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XIII Giornata diocesana per la Custodia del Creato

Come ogni anno, l’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Ragusa ha celebrato la Giornata per la Custodia del Creato nella parrocchia di San Giuseppe Artigiano, che è coincisa con il decimo anniversario dalla pubblicazione dell’enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco.

Abbiamo chiesto a Renato Meli, direttore dell’Ufficio, di aiutarci a rileggere il senso di questa giornata e del messaggio di Papa Francesco.

Direttore, perché è importante celebrare questa giornata?

La Giornata diocesana per la Custodia del Creato è diventato uno di quegli appuntamenti fissi dell’Ufficio diocesano e viene celebrata in armonia e sintonia con la Chiesa universale che ogni anno celebra il “Tempo del Creato”. È un momento importante, perché ci ricorda che la nostra vita e la nostra esistenza sono inserite all’interno di un sistema più grande che si chiama Creato, del quale siamo chiamati a prenderci cura, sia singolarmente che comunitariamente. Per questo motivo, non abbiamo mai voluto rinunciare ad occuparcene, programmando attività sempre nuove e diverse.

Come si è articolata la Giornata diocesana di quest’anno?

Abbiamo avuto due momenti principali. Il primo è stato dedicato al messaggio della Laudato Si’. Abbiamo voluto sottolineare il valore spirituale, umano e anche scientifico di questo testo, che, da dieci anni ispira il pensiero sociale della Chiesa e non solo. Il suo linguaggio, caratterizzato da rigore tecnico, ma allo stesso tempo accessibile a tutti, è un “unicum” che ha reso l’enciclica apprezzata anche, o forse soprattutto, dai non cattolici, coinvolgendo tutte le anime con sensibilità “ecologica”.
Il secondo momento è stato dedicato allo spettacolo teatrale “Kryptonite”, con Peppe Macauda, scritto e diretto da Orazio Condorelli dell’Associazione Santa Briganti. Attraverso la storia di un ragazzo che sogna di essere Superman, il teatro ci ha rappresentato la fragilità, la forza delle relazioni umane e la capacità di ritrovare senso e speranza nella quotidianità.
La giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica. La Messa, presieduta dal vicario generale padre Roberto Asta, ha coronato le attività della giornata. Dopo la riflessione c’è stato un momento di preghiera per ringraziare il Signore e chiederGli di donarci uno sguardo sempre nuovo e aperto per comprendere e affrontare le sfide del nostro tempo.

Dicevamo, quest’anno ricorre il decimo anniversario della Laudato Sì. Dopo 10 anni, questo testo cosa ha ancora da insegnarci?

La Laudato Si’ è stato un dono grande che Papa Francesco ha rivolto al mondo intero. Rimane tutt’ora un documento fondamentale, un punto di riferimento per la riflessione sul tema del rapporto tra l’umano e l’ambiente. È un’enciclica che affronta il tema della custodia della casa comune e delle relazioni tra fratelli in chiave sociale, spirituale ma anche scientifica, riconoscendo il valore della scienza, ma evidenziandone al contempo i limiti e gli eccessi, aprendo a prospettive che fino a dieci anni fa, apparivano rivoluzionarie ma che grazie al lavoro di Papa Francesco pian piano si sono addentrate all’interno del dibattito pubblico, stimolando in particolare le nuove generazioni.
Il lavoro dell’enciclica è proseguito, poi, con l’esortazione apostolica Laudate Deum di Papa Francesco del 2023, un richiamo incessante al cambiamento di rotta che ci deve quotidianamente scuotere ed interpellare, destinato in maniera più decisa ai potenti della Terra ed in particolare ai partecipanti alle COP (Conference Of the Parties) sui cambiamenti climatici.

Quali sono gli elementi centrali della Laudato Sì che vale la pena sottolineare?

Il Santo Padre evidenzia come concetto centrale quello di “ecologia integrale”. Si tratta di una ‘lente’ dentro la quale si inserisce uno sguardo nuovo, secondo il quale “tutto è connesso”.  C’è un legame che tiene unite le grandi questioni globali – come le guerre e il cambiamento climatico – fino alle piccole ferite quotidiane, come le violenze domestiche, gli atti di sopraffazione individuali. Tutto dipende dal modo in cui ci rapportiamo al mondo e agli altri. Non è possibile trattare come separate tra loro le questioni ambientali e sociali. «Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale» (Laudato Si’, 139).
L’enciclica introduce una visione nella quale si ribalta completamente la logica dell’uomo dominatore, sfruttatore delle risorse ambientali e consumatore acritico dei suoi frutti. In questo nuovo modo di vedere le cose l’uomo è una creatura tra le creature, una parte di un sistema di relazioni nel quale è chiamato ad esercitare non il dominio, bensì la ‘custodia’ e la ‘cura’, non solo verso la natura e l’ambiente, ma anche verso l’altro uomo e l’altra donna. Ogni atto di oltraggio alla natura offende anche la comunità che la abita e Dio stesso. La violenza verso un altro essere umano interrompe una relazione che distrugge l’armonia e la sintonia globale che lega tutte le cose.

In che modo questo “sguardo” incide sui problemi del nostro tempo?

Incide profondamente perché condiziona e rivoluziona il modo di vivere le relazioni, di abitare le questioni sociali, di affrontare le sfide globali.
L’ecologia integrale chiede un cambiamento nei nostri stili di vita, nei modelli economici, nei rapporti tra Nord e Sud del mondo. Significa promuovere nuovi modelli di sviluppo che rispettino insieme l’ambiente, la dignità delle persone e le generazioni future. Un’ecologia che sia veramente integrale e che sostituisca al modello economico utilitaristico, dell’ ”Homo Oeconomicus”, un modello di economica circolare che punti sul riciclo, riuso, recupero e sulla riduzione dei consumi.

Possiamo affermare, dunque, che La Laudato Si’ propone una vera e propria conversione?

Assolutamente si! In quanto tratta di una conversione ecologica che abbraccia tutti gli aspetti e le dimensioni dell’umanità, a partire dalla nostra relazione con Dio e con gli altri.
Possiamo parlare di “ecologia umana” perché il messaggio di Papa Francesco è non solo un discorso morale, ma prima di tutto, profondamente umano. Siamo esseri interdipendenti: abbiamo bisogno dell’altro, della natura, della relazione per vivere pienamente. È uno sguardo “orizzontale”, quello dell’incontro e della reciprocità, che ci fa sentire parte di un “insieme” più grande, e allo stesso tempo “verticale”, perché nella cura reciproca, nella contemplazione della natura ci lega e ci fa sentire vicini a Dio.

Da questo sguardo rinnovato che responsabilità ne deriva per tutti noi?

La Laudato Si’ ci insegna che, in quanto esseri umani, non siamo i padroni del mondo, ma costituiamo solo una parte del grande sistema del Creato. Non ne siamo i dominatori, ma solo i custodi e da questo deriva la nostra responsabilità nel fare ognuno la nostra parte, individualmente e comunitariamente. Nel decentrarci da noi stessi, diventiamo più capaci di assumerci responsabilità e di diventare cittadini migliori, sia di questo mondo sia della città celeste alla quale aspiriamo. È liberatorio accettare che, come scriveva la mistica Simone Weil, “l’albero è davvero radicato nel cielo”.

Fabrizio Iacono

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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