Vita Cristiana

Pubblicato il 1 Febbraio 2026 | di Mario Cascone

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Tornare all’essenziale del messaggio cristiano

La Chiesa esiste per evangelizzare, ossia per annunciare a tutti gli uomini la gioia del vangelo. Il soggetto della missione ecclesiale è l’intero popolo di Dio, cioè l’insieme dei discepoli di Cristo, i quali sono chiamati, in forza del loro Battesimo, a testimoniare e diffondere la loro fede. Essere discepoli di Gesù significa essere missionari, giacché un discepolo che non è missionario, non è un vero discepolo.
Quando l’annuncio del vangelo è efficace, è capace di suscitare la fede. L’efficacia della predicazione evangelica si fonda soprattutto sulla testimonianza della vita cristiana. Un annuncio che non fosse accompagnato dalla coerenza di vita di chi lo fa, sarebbe non solo sterile, ma anche controproducente, perché potrebbe suscitare scandalo e allontanare dalla fede. È necessario, quindi, che si annunci il vangelo non solo a parole, ma anche e soprattutto con la propria vita.
In quest’ottica possiamo affermare che la fede si comunica non per proselitismo, ma per attrazione, ossia non per passiva sequela incapace di coinvolgere la vita quotidiana, ma per il fascino di coloro i quali testimoniano in modo irresistibile l’adesione a Cristo e ai suoi insegnamenti.
Se le cose stanno così, i migliori comunicatori della fede sono i santi, i quali sono quelli che hanno preso sul serio il vangelo e lo hanno vissuto con zelante coerenza, fino a giungere, in taluni casi, all’offerta della propria vita per restare fedeli a Cristo. Anche nel nostro tempo esistono, per grazia di Dio, persone di santa vita che, con il loro esempio, suscitano la fede in coloro che li incontrano. Spesso rischiamo di essere fuorviati dallo scandalo di quelli che, pur dicendosi cristiani, non danno buona testimonianza di vita evangelica e, magari occupando posti di responsabilità nella vita ecclesiale, allontanano i più deboli nella fede dall’adesione a Cristo. Non bisogna però fare dell’erba un fascio, pensando che nella Chiesa siano tutti cattivi testimoni di Gesù. La verità è che, accanto ai cristiani non coerenti col credo professato, ci sono tanti che, spesso nell’anonimato o nel silenzio, offrono l’esempio di una vita cristiana autentica e gioiosa. A loro dobbiamo guardare per cercare di imitarli e per non scoraggiarci nel nostro quotidiano cammino di fede.
Su questa base possiamo dire che siamo tutti credenti-redenti dal sangue prezioso di Cristo. Camminiamo nella luce dello Spirito Santo, sforzandoci di essere santi e di comunicare con gioia la speranza che è in noi. Viviamo ogni giorno nell’impegno di comunicare a tutti il contenuto essenziale della fede: Cristo, morto e risorto per la nostra salvezza!

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Autore

Sacerdote dal 1981, attualmente Parroco della Chiesa S. Cuore di Gesù a Vittoria, docente di Teologia Morale allo studio Teologico "San Paolo" di Catania e all'Istituto Teologico Ibleo "S. Giovanni Battista" di Ragusa, autore di numerose pubblicazioni e direttore responsabile di "insieme".



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