Insieme, una voce cattolica che dialoga con tutti
Aggiungendo strumenti nuovi e restando fedeli agli ideali di sempre. Mettere in contatto la nostra realtà ecclesiale con il territorio e il mondo provando a creare un canale di comunicazione, di ascolto e di dialogo. Insieme, dal 1984 ad oggi, ha provato a essere e restare sempre se stesso. Uno strumento utile alla nostra Chiesa e utile al nostro territorio al quale fa giungere una voce che non è imparziale ma che spesso è la voce di chi non ha altre voci per farsi quantomeno ascoltare.
Cosa era Insieme nella mente, nelle intenzioni e nel cuore di chi lo ha fondato? Rileggendo l’editoriale del numero zero («Insieme perché») troviamo le risposte. Insieme è «un quindicinale cattolico di Ragusa» e vuole essere «uno strumento di dialogo tra tutti, senza barriere di alcun genere». Sin dalle prime righe mette in chiaro due aspetti: l’identità «cattolico» e il territorio (Ragusa). «Cattolico non è un’etichetta tanto per fregiarsi di un titolo», si legge ancora, né tantomeno (un peccato nel quale talvolta e anche oggi cadono con troppa disinvoltura tanti battezzati) «alzare uno steccato». E allora mettere in evidenza l’aggettivo cattolico «è qualificarsi, è dichiarare senza ambiguità la propria identità per poter aprire un dialogo con tutti coloro che avranno la buona volontà di leggerci, condividano o meno le nostre convinzioni o le nostre opinioni».
Ma c’è un altro aspetto, più interno alla realtà ecclesiale, che Insieme ha avuto sin dal suo primo giorno ben chiaro. «Consentire uno scambio di idee e di esperienze fra i numerosi movimenti ecclesiali e le associazioni di ispirazione cristiana sorti più o meno recentemente nel territorio e attivissimi, anche se non sempre conosciuti, come meriterebbero, all’interno dello stesso mondo cattolico». Un passaggio che risente degli anni dei fermenti dei movimenti che animavano la Chiesa ma che, con qualche decennio d’anticipo, provava a coniugare e rendere esplicito quello che oggi chiamiamo sinodalità. Passato, presente e futuro insieme. Nell’ultimo rigo di quell’editoriale c’è anche un’aspirazione: poter essere una «risposta all’esigenza di una “presenza” cattolica che sia servizio di verità».
La strada tracciata dal nome della testata è divenuta così, con chiarezza, l’itinerario da percorrere. A distanza di più di 40 anni ogni lettore può dire se e quanto Insieme sia riuscito a mantenere gli impegni assunti. Una cosa è certa. Di un giornale che guardi il territorio e il mondo con l’occhio dei cattolici e che aiuti i cattolici a percepire il territorio e il mondo c’è bisogno oggi più di ieri. Così come si avverte la necessità di uno strumento che crei un ulteriore canale di comunicazione interno alle comunità ecclesiali o uno stimolo per sostenere l’esigenza di una presenza cattolica un po’ in tutti i campi.
A nome dell’intera redazione, desidero esprimere la nostra più profonda gratitudine all’ex condirettore Alessandro Bongiorno, per il prezioso servizio svolto nel corso di quasi vent’anni di instancabile dedizione alla nostra testata.
La sua presenza autorevole e al tempo stesso discreta ha rappresentato un punto di riferimento costante, capace di guidare il lavoro quotidiano con equilibrio, rigore e una professionalità esemplare. In un contesto editoriale in continua trasformazione, ha saputo mantenere salda la rotta, offrendo un contributo determinante alla crescita, alla credibilità e all’identità del nostro giornale.
La cura con cui ha affrontato ogni responsabilità, la sensibilità nei rapporti con la redazione e la capacità di operare con misura anche nei momenti più complessi hanno lasciato un’impronta profonda, che continuerà a ispirare chi oggi prosegue il cammino da lui tracciato.
A lui va il nostro più sincero ringraziamento per l’impegno, la competenza e la lealtà dimostrati in tutti questi anni.
Il suo lavoro rimarrà parte integrante della storia della testata e un patrimonio prezioso per chi ne porta avanti l’eredità.
Gabriella Chessari
