Raccontare il reale
Nei due giorni formativi di Trento sono emersi due interventi particolarmente significativi, che hanno offerto ai partecipanti una chiave di lettura complementare sul ruolo dell’informazione e della Chiesa nello spazio pubblico contemporaneo.
Giovanni Caprara, giornalista scientifico del Corriere della Sera e presidente dell’UGSI, ha richiamato l’attenzione sugli aspetti deontologici della comunicazione scientifica. In un contesto segnato da “verità alternative”, soprattutto sul tema climatico, ha indicato la via dell’umiltà e del rigore: risalire sempre a fonti attendibili, selezionare centri di ricerca e documenti qualificati, affidarsi a esperti competenti. Il compito del giornalista – ha sottolineato – è scegliere, e per scegliere bene occorre saper filtrare, evitando la dispersione tra le mille voci disponibili.
A conclusione del convegno, mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione CEI per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, ha affrontato la domanda su come la Chiesa possa abitare un mondo post‑secolare. In un tempo in cui l’incanto religioso tradizionale è tramontato ma cresce una ricerca spirituale non sempre rivolta alle Chiese, Olivero ha invitato a non difendere spazi propri, ma a stare nello spazio comune, offrendo una lettura credente della realtà. La sfida è riposizionarsi dentro un mondo plurale: non da padroni, né da realtà chiuse o risentite, ma come presenza capace di dialogo e visione. Citando Richard Sennett, ha indicato la direzione: vivere “come uno tra i molti, coinvolti in un mondo che non rispecchia solo se stessi”.
Una prospettiva che il Vescovo definisce “ecumenismo in uscita”, capace di superare il secolarismo che relega la fede al privato e di restare appassionatamente dentro la storia.
