Società

Pubblicato il 12 Ottobre 2019 | di Agenzia Sir

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L’informazione senza approfondimento. Ascolto e dialogo più importanti dei like

Sul web più informazione, ma capacità di approfondimento quasi perduta. Per questo motivo, occorrono occasioni di dialogo, di confronto, letture non condizionate dai like. Tutto ciò in un tempo in cui si fa fatica ad ascoltare. I direttori dei media della Chiesa italiana, Amerigo Vecchiarelli (Sir), Vincenzo Morgante (Tv2000) e Marco Tarquinio (Avvenire) hanno messo in luce criticità e peculiarità dell’informazione oggi.

A dare l’occasione per il dibattito è stata la festa dei media della Conferenza episcopale italiana “Insieme per passione”, organizzata dall’arcidiocesi di Monreale e dall’associazione culturale “Così… per passione!”, fra Monreale e Terrasini, in collaborazione con l’ufficio per le Comunicazioni sociali della Cei. L’ultima giornata è stata dedicata alla comunicazione. Ma nei giorni precedenti l’attenzione si è focalizzata anche su altri temi: arte, giustizia e società.

Comunicazione. Attorno al tema centrale dell’iniziativa “Per questo parlò loro in parabole” hanno riflettuto i direttori dei media Cei assieme a padre Ermes Ronchi. «Il metodo di Gesù prende storie di vita e ne fa storie di Dio, prende immagini di vita e ne fa immagini di Dio, parla di cielo parlando di terra», ha osservato il teologo. Nelle sue parole la convinzione che «la comunicazione di Gesù attraverso parabole sia la più democratica e la più laica. Non ci sono esclusi. È per tutti».

A delineare le caratteristiche del tempo attuale, il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio: «Prestare ascolto  – ha ricordato – è il grande debito del nostro tempo, è un tempo in cui si fa fatica ad ascoltare». E ha avvertito: «Un ascolto senza risposta è un ascolto indifferente, un “non ascolto”. Quindi, bisogna accettare anche il martirio di parole che scomodano». Lo stile indicato per la narrazione, invece, è quello delle «parole che rispettino tutti, senza accuse alle persone in quanto tali». Pregi e difetti della comunicazione sul web sono stati analizzati dal direttore del Sir, Amerigo Vecchiarelli, che ha osservato come «il tempo di permanenza nelle pagine superi di poco il minuto. Ciò significa che circola più informazione ma la capacità di approfondimento – ha spiegato – è quasi perduta. La maggior parte delle persone che cerca un’informazione su Google si ferma alla prima notizia uscita».

Alla luce di ciò, il direttore del Sir ha indicato la sfida: «Dare un’informazione che sia reale, credibile, che sia da contraltare a tutto quello che passa sul web e sembra quasi legge divina». Mission che è propria di uno stile di servizio e, in particolare, di servizio pubblico, come quello promosso da Tv2000, pur essendo un’emittente televisiva privata. «Ritengo – ha spiegato il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante – che tutto il giornalismo sia servizio pubblico, al di là del canone e del contratto con lo Stato. Essere servizio pubblico significa rispettare alcune linee guida: operare con indipendenza, autonomia, imparzialità, rispettando il pluralismo, dando spazio a tutti. Un obiettivo che si può realizzare offrendo “occasioni di dialogo, di confronto, letture non condizionate dai like».

 

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