Una serata di formazione per famiglie e comunità
Il Consiglio di Azione Cattolica della Parrocchia Madonna delle Lacrime di Vittoria lunedì 18 maggio ha promosso una serata formativa che ha unito riflessione biblica e approfondimento educativo, coinvolgendo i genitori dei ragazzi dell’ACR, gli adulti della parrocchia, presidenti e soci delle comunità della Diocesi.
La prima parte della serata è stata affidata a don Salvatore Frasca, neo eletto Assistente diocesano del Settore Adulti, che ha condotto i presenti in un’appassionante meditazione sul brano della Trasfigurazione (Mt 17, 1-9), icona biblica scelta quest’anno dall’Azione Cattolica come filo conduttore del cammino associativo.
Don Salvatore ha messo in luce come la scelta di Pietro, Giacomo e Giovanni non sia casuale: Gesù sceglie liberamente con chi condividere quell’esperienza straordinaria. Salire sul monte richiede fatica, una fatica che non è ostacolo, ma insegna qualcosa. Il monte è luogo teologico di solitudine e deserto, uno spazio necessario in cui “staccare la spina” per poter poi tornare nel quotidiano con occhi rinnovati, mentre il resto del gruppo cammina verso Gerusalemme.
Gesù cambia figura: questa visione mistica non è fine a sé stessa, ma serve a illuminare ciò che verrà dopo ossia la croce e la Resurrezione. Dunque guardare l’umanità con sguardo diverso, non secondo i propri criteri, significa guardare l’altro con gli occhi di Dio. Non a caso appaiono Mosè ed Elia: il primo custode della Legge, il secondo dei profeti, entrambi presupposto del Messia. La presenza di Elia, evidenzia il rapporto tra presente e passato e suggerisce che il Messia è figlio di questa legge antica: guardare Dio con gli occhi di Dio.
Don Salvatore ha invitato sull’importanza dell’ascolto in parrocchia e in famiglia. Esiste allora un percorso ordinario e uno straordinario, entrambi necessari: la fatica della salita va applicata alla vita concreta, smontando le proprie convinzioni per poter vivere qualcosa di davvero eccezionale. Inoltre Gesù non si ferma alla proposta di Pietro di costruire le tre tende in quanto la realtà è il quotidiano, non il momento esaltante. La Trasfigurazione è dono per tornare più forti nel cammino ordinario, non rifugio in cui restare.
Nella seconda parte della serata il dott. Stefano Guzzo, formatore e sociologo, ha affrontato il tema della comunicazione e del rapporto tra genitori e figli nel cammino di fede, argomento molto sentito in un’epoca segnata dalla presenza dilagante degli schermi digitali.
Il dott. Guzzo ha aperto la riflessione ricordando che i figli sono esseri indipendenti e che crescere significa riconoscere e rispettare questa autonomia. I ragazzi vivono immersi nel digitale dove spesso raggiungono una propria serenità, nonostante i ripetuti avvertimenti dei genitori. Comunicare, ha spiegato il relatore, significa anche scontrarsi, e lo scontro se vissuto correttamente, è il modo per superare questa barriera relazionale. Ascoltare le esigenze dei ragazzi, accogliere il punto di vista dell’altro e ridurre la velocità della comunicazione, nell’era dei messaggi istantanei, al fine di avvicinarsi sono gli atteggiamenti di riferimento.
Una buona comunicazione in famiglia è fondata quindi sull’ascolto non giudicante, sul rispetto dell’autonomia e dei problemi altrui, e sulla negoziazione di confini e regole condivise: in questo modo si crea un terreno fertile perché la fede possa attecchire.
L’intervento ha stimolato un vivace e costruttivo momento di dialogo: numerose le domande e i contributi dei presenti, a conferma di quanto il tema tocchi nel profondo la vita quotidiana delle famiglie.
A chiudere la serata è stato il Presidente diocesano Rosario Schininà, che ha voluto esprimere la propria gratitudine al Consiglio Parrocchiale per i tre anni di servizio alla comunità.
In questo triennio sono stati organizzati diversi incontri con ospiti di rilievo tra cui assistenti regionali e consiglieri nazionali. L’attenzione è sempre stata rivolta alla formazione e alla partecipazione attiva alla vita comunitaria: ad esempio, tramite sorteggi che hanno finanziato varie attività per i ragazzi della parrocchia, coinvolgendo tutti in un gesto di generosità condivisa. La numerosa partecipazione a questa serata è stata essa stessa una testimonianza eloquente del frutto seminato in questi anni.
