Società

Pubblicato il 8 Luglio 2026 | di Redazione

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Movida sì, ma nel rispetto di tutti

Movida sì, ma nel rispetto delle leggi e senza trascurare anche un po’ di buon senso. Dovrebbe essere questo l’approccio per riuscire a conciliare il quieto vivere con il divertimento. A Scoglitti, invece, così come in altre realtà della provincia, tutto sembra essere demandato al caso. Non basta infatti emanare un’ordinanza per mettersi la coscienza in pace perché c’è sempre chi tende a trasgredire. Tanto l’impunità è scontata visto che, soprattutto la notte, non risulta ci siano controlli. Anzi, finanche le segnalazioni vengono snobbate a meno che non venga presentata “formale denuncia” trasformando un problema di ordine pubblico in una questione quasi privata e personale. Questa pretesa che il divertimento e lo sballo debbano avere la precedenza su tutto, al punto da suggerire ai residenti di “trasferirsi altrove”, non funziona. Così come chi sostiene che Scoglitti “non può trasformarsi in dormitorio per anziani” manifesta mancanza di rispetto e di senso civico. Fermo restando che il problema è a monte, perché i Comuni non dovrebbero concedere autorizzazioni in centro abitato a locali che fanno della musica il punto di attrazione, bisogna comunque trovare una soluzione. L’inquinamento acustico non può e non deve essere tollerato anche perché vietato per legge. Per chi ama la musica da sballo ci sono le discoteche che seguono altre regole proprio perché ubicate fuori dai centri abitati. I pub, le paninerie e quant’altro non dovrebbero invece superare i decibel né iniziare a tarda sera proprio perché l’uso si casse acustiche e di amplificatori mal si conciliano con le esigenze di chi invece lavora, a maggior ragione se si tratta di agricoltori che si alzano alle due di notte per evitare l’afa del giorno. L’idea che “bisogna attirare il turismo e trattenere i giovani per evitare che vadano altrove” non essendo supportata da dati concreti lascia il tempo che trova, ma così pensando si incita all’anarchia e si lancia il messaggio, forviante, che tutto deve essere concesso. A questo bisogna aggiungere pure il decoro e l’igiene. Inoltre, non si capisce a chi tocca la pulizia fuori dai locali e nei marciapiedi delle abitazioni vicine. Spazzare, lavare, rimuovere bottiglie e altro ancora dovrebbe essere un obbligo. Invece succede che il più delle volte a pulire siano i residenti. Tra le forze politiche c’è chi sostiene che queste attività dovrebbero essere esentate dal pagare i tributi comunali. Manca solo la proposta di nominarli cavalieri del lavoro con buona pace per tutti quei residenti che per tre mesi l’anno si devono sorbire inquinamento acustico, notti insonni e sporcizia anche pur pagando le tasse. Che degli eventi particolari possano ricevere perfino contributi comunali è del tutto legittimo, se fanno spettacolo e vero intrattenimento, ma bisogna saperli distinguere dai bivacchi soprattutto per cercare di prevenire l’abuso di alcol soprattutto tra i minori

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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