Capire l’autismo, non combatterlo
Il 2 aprile, in occasione della IX Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’autismo, alcuni dei monumenti più importanti del mondo si sono tinti di blu.
Il colore scelto dall’ONU per l’ autismo, è per ricordare che tutti possiamo contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone affette da sindrome dello spettro autistico e delle loro famiglie. L’evento è stato ricordato anche nel nostro capoluogo dove dalle ore 20 alle ore 24, il prospetto di Palazzo di Città è stato illuminato di blu.

A disporlo il Sindaco Federico Piccitto accogliendo in tal modo la richiesta dell’associazione “Raggio di Sole onlus” che ha rivolto appello al Comune, in occasione della “ Giornata mondiale dell’autismo ”, che si celebra a livello mondiale, e così è stato illuminato di blu uno dei palazzi più significativi della città. L’iniziativa ha avuto la finalità di promuovere la conoscenza dell’autismo e della solidarietà nei confronti dei bambini e delle persone che sono affette da questa patologia che restano spesso invisibili ai più.
L’Azienda Sanitaria di Ragusa, vicina e sempre sensibile a queste tematiche, ha aderito anche quest’anno all’iniziativa, illuminando di blu la sede della Direzione Generale, piazza Igea, durante le ore serali e notturne.
Un bambino su 88 soffre di sindrome dello spettro autistico, un dato cresciuto di 10 volte negli ultimi 40 anni. La sindrome dello spettro autistico è caratterizzata da deficit nella interazione, nella comunicazione sociale e da comportamenti ripetitivi e interessi ristretti. All’ autismo si aggiungono spesso comportamenti problematici, talvolta intollerabili, quali l’aggressività immotivata verso di sé o verso gli altri.
Prendersi cura di una persona con sindrome delle spettro autistico influisce in modo significativo sul benessere psicologico, fisico e sociale dei familiari. Le difficoltà e le complessità che genitori con figli con autismo vivono nel loro compito educativo sono molteplici e persistenti nel tempo. I genitori, oltre ai tipici compiti educativi della cura responsabile, affrontano difficoltà nuove e prolungate, non solo per un maggior impegno nei compiti relativi all’accudimento legati alle autonomie personali, ma anche nelle azioni di sostegno volte all’acquisizione di competenze cognitive e relazionali, fino ai percorsi di sviluppo di una vera autodeterminazione e della vita indipendente. Le famiglie hanno difficoltà a vivere una tale situazione, sono limitate le opportunità di viversi come nucleo familiare, come coppia.
L’esclusione sociale e la difficoltà di accesso ai servizi sono spesso una realtà con cui confrontarsi, ma anche un punto di partenza per nuove sfide. Gli interventi a sostegno dei familiari, negli ultimi anni, tuttavia, mostrano come questi siano efficaci non solo per riduzione dello stress, ma anche come aiuto per acquisire le necessarie capacità di gestione dello stesso e per il miglioramento della qualità di vita.
