In aula per la legalità
Ieri mattina 13 ottobre si è svolta presso il Tribunale di Ragusa l’udienza dibattimentale contro Venerando Lauretta, accusato di aver più volte minacciato con l’aggravante della modalità mafiosa il giornalista Paolo Borrometi, collaboratore dell’Agi e direttore della testata giornalistica online “La Spia.it”.
“Ti devo accecare con le mie dita. Pure che mi arrestano, c’è chi viene a cercarti!”. Questa una delle tante minacce che l’imputato,
Venerando Lauretta, vittoriese classe 1969, già condannato per mafia, condannato per reati al 416 bis, avrebbe rivolto via Facebook al giornalista Paolo Borrometi. Naturalmente l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia è a fianco del dott. Borrometi, costituendosi parte civile. Il Sindacato tutto è vicino ai cronisti che subiscono minacce e intimidazioni per via del loro lavoro. Tutti i giornalisti italiani, dichiara il presidente dell’Ordine, devono sapere che non si è soli nelle proprie battaglie per la legalità.
Durante la deposizione, il dott. Paolo Borrometi ha più volte ribadito l’importanza del suo lavoro d’inchiesta per il bene della collettività perché denunciare rende liberi da ogni forma di corruzione.
In un’intervista fuori d’aula di tribunale, il giornalista ci ha spiegato che il suo lavoro porta in alto gli ideali in cui crede fermamente quali quelli di giustizia , di denuncia, di legalità; crede anche nell’essere un buon cittadino perché, sostiene, il buon cittadino è colui il quale vede e denuncia ogni forma di corruzione. Ha parlato inoltre Borrometi dell’importanza e del peso del far bene e con coscienza il proprio lavoro e che non si deve temere nulla. Nonostante la paura sia stata e sia sempre tanta, non bisogna mai abbassarsi alle minacce. Spera tanto che la gente possa ben comprendere come si debba credere nella Giustizia e non abbassarsi mai a qualunque tipo di corruzione. Ringrazia la Fnsi, l’Ordine dei Giornalisti, l’UsigRai, la Cgil, l’Antiracket, tutti i colleghi ed amici che gli sono vicini ogni giorno.
