Una Chiesa che discerne, annuncia e accompagna
Nei mesi di giugno e luglio, i responsabili degli Uffici diocesani si sono incontrati con il nostro vescovo Carmelo per verificare le attività dell’anno pastorale trascorso e programmare quelle del nuovo anno 2019-2020. In questi due incontri, facendo esercizio di discernimento comunitario, ci siamo lasciati interpellare dalle domande, dai bisogni e dalle attese della gente del nostro territorio, cercando di cogliere ciò che accade in profondità nel mondo d’oggi, le urgenze e le opportunità per un rinnovato annuncio del Vangelo.
Sono stati rilevati segni di stanchezza e di ripetitività, che offuscano la vita di tante nostre parrocchie e aggregazioni laicali. Si è preso atto che larghe fasce di popolazione stanno imparando a vivere senza il Dio del Vangelo e senza Chiesa; che è diffuso un analfabetismo biblico; che stanno venendo a mancare figure di adulti credenti, capaci di testimoniare ragioni di vita, da cui dipende la trasmissione della fede alle nuove generazioni. Inoltre, è stata evidenziata la presenza di povertà e fragilità (culturale, morale, sociale, materiale, educativa, abitativa). Il confronto e la riflessione tra i membri degli Uffici pastorali diocesani sta ancora continuando nei tavoli di lavoro e di programmazione, che sono stati attivati. Il desiderio, che è in tutti coloro che collaborano con il nostro Vescovo per animare la pastorale diocesana, è quello di diventare sempre più una Chiesa che discerne, che annuncia ed educa, che si prende cura e accompagna gli ultimi. Una “Chiesa in uscita”, “comunità di discepoli missionari” (EG n. 24), che si lascia radunare, rigenerare, perdonare, formare ed inviare dalla Parola di Cristo. Una Comunità cristiana evangelizzata, che si dispone con fervore ad evangelizzare, con opere e gesti che accompagnano ogni tappa della vita delle persone. Nei tavoli di lavoro, i responsabili degli Uffici diocesani stanno programmando azioni formative rivolte agli adulti, ai giovani e ai minori, attivando anche alleanze con istituzioni educative presenti nel territorio diocesano, per essere in grado di parlare al bisogno di significato e di felicità delle persone.
Papa Francesco nella esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” ci ricorda che in tutta l’opera evangelizzatrice deve chiaramente esprimersi e svilupparsi “l’intima connessione tra evangelizzazione e promozione umana” (EG n. 178). “Anche il servizio della carità è una dimensione costitutiva della missione della Chiesa ed è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza” (Benedetto XVI, motu proprio Intima Ecclesia Natura, proemio). Dalla natura missionaria della Chiesa sgorga verso il prossimo la carità e la compassione, che comprende, assiste e promuove. Il nesso tra annuncio e carità è dato dal fatto che il Vangelo non è solo offerta di una relazione personale dell’uomo con Dio, ma anche proposta del Regno di Dio, che è presenza divina capace di trasformare la vita sociale in uno “spazio di fraternità, di giustizia, di pace, di dignità per tutti” (EG n. 180).
La Chiesa in uscita missionaria è strutturalmente attenta ad ascoltare il grido dei poveri e a vedere le fragilità umane di qualunque genere. L’interesse per le povertà sociali si fonda sul Vangelo della misericordia, che la Chiesa è chiamata ad annunciare. Il proficuo confronto tra coloro che si occupano della pastorale diocesana sta favorendo la nascita di sinergie e positive collaborazioni tra Uffici diocesani. Il lavoro di programmazione terrà presente questi due orientamenti, contenuti anche in Evangelii Gaudium, che esplicitano il compito evangelizzatore della nostra Chiesa locale: “un’evangelizzazione che illumini i nuovi modi di relazionarsi con Dio, con gli altri e con l’ambiente e che susciti i valori fondamentali” (EG n. 74), attenta alla formazione degli adulti e all’accompagnamento vocazionale dei giovani. “essere vicini a nuove forme di povertà e di fragilità, in cui siamo chiamati a riconoscere Cristo sofferente” (EG n. 210). Favorire la crescita della cultura dell’accoglienza, della cittadinanza attiva e inclusiva.
Il nostro vescovo Carmelo, nel messaggio per la festa di San Giovanni Battista, patrono della Città e della Diocesi di Ragusa, ha indicato nel “vivere la prossimità” lo stile e la “forma più attuale” per comunicare la fede e per edificare una “Comunità fraterna”.
Sebastiano Roberto Asta
