Ritornare allo spirito e all’etica del Servizio sanitario nazionale
Di fronte al dilagare del contagio da coronavirus nella nostra società nazionale, nella realtà dei popoli e degli Stati, in Europa, in Cina, negli Stati Uniti, in Brasile e nell’America Meridionale, in Russia, nell’Africa, in India, in Australia, in Giappone… la situazione è sempre più tragica e vicina; questa pandemia globale del 2020 si sta manifestando più aggressiva e letale, diversa dalle altre epidemie del “secolo breve,” perché non siamo dotati di difese strutturali e assistenziali, adeguati della Sanità Pubblica nei territori e nei distretti più poveri e periferici. Anche la socializzazione dell’etica pubblica alla difesa della propria salute non è stata mobilitata da un sistema di prevenzione organico ed efficace. Così la pandemia globale, senza una adeguata capacità di risposta su misura, minaccia la vita delle persone, non solo anziane, ma anche giovani e (speriamo di no,!…),bambini. Occorre ripensare la nostra Sanità Pubblica nei territori, rileggerla e conoscerla in modo veramente scientifico, sperimentale e “tecnico-informatico” per diffondere una diversa e più concreta capacità di reazione e di impegno maturo a livello di difesa “razionale” e coordinata. Nel nostro caso, nella diffusione del contagio e delle connesse manifestazioni nel Paese abbiamo registrato da dicembre 2019 sino a maggio 2020 una qualificata presenza in termini di competenza, abnegazione e generosità a costo della propria vita del personale medico, infermieristico e tecnico-scientifico nella diverse realtà della medicina ospedaliera; fatiscenti e inadeguate le strutture della Sanità pubblica a livello del coordinamento e della capacità di risposta efficace (non burocratico-amministrativo) dei livelli del Governo Regionale….
Il caso emblematico e paradigmatico è stato quello della Lombardia sia sul piano sanitario che su quello socio-assistenziale. Sono state usate male le informazioni che il livello tecnico-scientifico ed epidemiologico forniva a supporto adeguato nei diversi momenti e ne derivavano contraddittorie disposizioni e risposte pasticciate… Non ci sono state indagini a livello serio di carattere tecnico- scientifico ed operativo per una capacità di governo dei processi e di intervento programmato….(cf. i dibattiti televisivi). Bisogna ora dotare i livelli decisionali regionali per indagini scientifiche, serie, coerenti e finalizzati, e costi umani ed economici degli interventi amministrativi, rapidi e lineari…..Bisogna ritornare allo spirito e all’etica del servizio sanitario nazionale, alla legge di quadro, e ai presidi strategici fondamentali indicati e previsti. Così si rispetterà in modo fedele la lettera e il dettato della Carta Costituzionale nella gestione pubblica della Salute.
Luciano Nicastro
