A servizio della parola
Distribuire il pane della vita, donare me stesso ai fratelli
Ogni ministero nella Chiesa, ogni compito nella liturgia va sempre al di là della logica funzionale o pratica. Questo perché la molteplicità dei ministeri e dei carismi, a servizio della comunità, si innesta nella chiamata battesimale e nella consapevolezza di essere parte di un tutto, membra di un corpo che trova in Cristo il suo capo e nello Spirito Santo la sua armonia, per divenire sempre più offerta gradita al Padre. Al di fuori di questa logica di comunione non può esistere ministero nella Chiesa. I riti di istituzione dei ministeri esprimono, nelle preghiere e nei gesti, da un lato il fine del culto a Dio e del servizio alla Chiesa, dall’altro l’impegno del ministro a fare della propria vita un segno concreto e tangibile della presenza del Signore per tutti.
Il ministero di accolito, conferitomi dal nostro Vescovo il 21 agosto scorso, è caratterizzato anch’esso da questa doppia accezione: un compito e un impegno. Il compito dell’accolito è quello di aiutare i presbiteri e i diaconi nello svolgimento delle loro funzioni, nonché quello di distribuire l’Eucaristia a tutti i fedeli e particolarmente agli infermi. L’impegno che l’accolito si assume è quello di accogliere nella propria vita il dono dell’Eucaristia e viverlo nella quotidianità. L’Eucaristia, infatti, diventa il centro attorno al quale ruota e si sviluppa la vita del ministro, per poter mettere in pratica il comandamento dell’amore, fino al dono di se stessi, proprio come Gesù.
Mario Modica
A servizio della Parola: per annunciarla con la vita
Il 21 agosto presso la nostra Chiesa Cattedrale, quattro seminaristi, Francesco, Giuseppe, Luca e Marco, abbiamo ricevuto il ministero del lettorato e Mario il ministero dell’accolitato. In questi mesi, in tanti ci hanno chiesto il significato di questi ministeri e quali fossero i compiti propri dei lettori e degli accoliti. Il nostro Vescovo Giuseppe durante l’omelia nella Celebrazione Eucaristica del conferimento dei ministeri ha ben sintetizzato: «Attraverso l’esercizio del ministero del lettorato e accolitato cominciate ad assimilare e a maturare sempre più una spiritualità che tende insieme la dimensione della Parola e dell’Eucarestia in modo da poter guidare, un domani, i fedeli a vivere la pienezza del mistero di Cristo che si dona a noi nella duplice mensa della Parola e del corpo di Cristo». Noi lettori, in particolare, siamo chiamati a metterci al servizio della Parola di Dio. Ciò implica, in prima istanza, l’impegno ad intessere sempre più una relazione d’amicizia con Cristo, Parola vivente, attraverso una meditazione assidua e costante della Parola, per poter svolgere con maggiore dignità il nostro ministero. Al lettore istituito spetta proclamare le letture nella Messa, istruire i fanciulli e adulti con incontri di catechesi o Lectio Divina e soprattutto annunciare con la propria vita il Vangelo al prossimo.
Francesco Barone, Giuseppe Cascone, Luca Roccaro e Marco Scalone
