La risposta nella speranza
L’arrivo del nuovo parroco rappresenta per la comunità santacrocese la risposta ad una domanda posta da tempo e l’abbraccio stretto con un altro paese che sta affidando al Santa Croce qualcosa d’importante. Davanti alle comunità santacrocese e vittoriese due libri si sono aperti, mostrando ciascuno la prima e l’ultima pagina, pronte per essere scritte. Diverse nell’ordine ma ugualmente importanti, su di loro una penna ha posato con cura la punta e ha impresso un movimento riempiendo, con inchiostro di terra e di Cielo, gli spazi per le parole. Le prime scritte su ciascuno sono state fine e inizio: fine, perché una guida chiude il suo ministero nella parrocchia precedente, lasciando il filo del suo operato nelle mani di colui che diviene suo successore. Inizio, poiché questo filo viene da altre mani, raccolto per essere cucito, intrecciato, reso parte in una trama che si mostrerà via via ai nostri occhi.
Padre Tonino Puglisi, originario di Comiso, sacerdote dal sorriso chiaro e di grande cultura, ha compiuto pochi passi in processione e si è insediato parroco della Chiesa Madre San Giovanni Battista, a Santa Croce Camerina.
Al suo fianco figure ecclesiastiche, laici, militari, politici, uomini e donne importanti della comunità non solo per la carica che ricoprono o hanno ricoperto in passato, ma per il posto che hanno nella storia e nel cuore di tutti coloro che abitano in paese. Con spirito, forza, impegno e tanta voglia di fare, questo giovane ha saputo penetrare le barriere di molti cuori, facendosi voler bene da chiunque lo abbia conosciuto e, nonostante il cambiamento di sede, è rimasto nel cuore del paese, diventandone parte. Con lui un altro sacerdote, Don Luca Tuttobene, diventato da poco parroco della Chiesa “Spirito Santo” di Vittoria; aveva ricoperto la carica di vicario a Santa Croce per quasi un anno, dopo il Sac. Salvatore Frasca, rimasto qui dal trasferimento di Don Mallemi. Vittoriesi di nascita Don Luca e Padre Salvatore Frasca, anche loro uomini di valore, che fino all’ultimo giorno del loro mandato, a dispetto della complessità delle situazioni che si ponevano a loro davanti e della fatica giornaliera, si sono immersi nel ministero di sacerdoti e nel lavoro con la comunità. Don Luca Tuttobene veniva nella comunità santacrocese dopo una decennale esperienza come parroco presso la chiesa “San Luigi Gonzaga” di Ragusa. Rimasto nel cuore della comunità ragusana che lo ha salutato da padre, fratello e amico, questo sacerdote ha dimostrato appieno il suo impegno a Santa Croce. È qui che per San Giovanni ha festeggiato il suo 25° anniversario di Sacerdozio, assieme alla comunità e a Giovanni Maiorana, professore di religione in pensione, diacono della parrocchia da ben trent’anni, figlio di Santa Croce e di una famiglia che nel paese ha radici profonde. All’insediamento del nuovo parroco lui era presente, assieme alla comunità, all’accolito Giuseppe Cascone, al lettore istituito Giuseppe Costa, ai due diaconi, oggi sacerdoti, Peppino Cascone e Luca Roccaro, nonché a Don Pino Iacono. A quest’ultimo, anch’egli figlio del paese, fino ad oggi è stato affidato il gravoso compito di “parroco ad interim” da quasi due anni. Un compito duro, una navigazione difficile e incerta, che probabilmente lo ha messo a dura prova ma che, di sicuro, non lo ha spaventato. Da subito si è rimboccato le maniche e, con l’aiuto di tutta la comunità santacrocese, compreso Padre Frasca, ha saputo condurre al largo la nave, seguendo una rotta precisa, fatta di servizio e di fiducia. Egli ha lavorato, obbedito, sperato, esempio per tutta la comunità; ha rappresentato pienamente la figura del parroco per tutto il paese, integrandosi nel paese e integrando il paese nella più vasta comunità ecclesiale diocesana. Ricordo con emozione la Messa di Pentecoste di quest’anno, celebrata dal vescovo mons. Giuseppe La Placa nella piazza antistante alla Chiesa Madre alla quale, oltre a gran parte della popolazione del paese, erano presenti le associazioni e i gruppi laicali dell’intera diocesi. Fra questi Don Francesco Mallemi, sacerdote giovane, attuale parroco della Chiesa Madre di Giarratana e, prima, vicario proprio nella Chiesa Madre santacrocese. Il suo cammino ha incrociato presto quello degli appartenenti alla comunità del soleggiato paese, guidata allora dal compianto sacerdote Don Angelo Strada.
Adesso un nuovo parroco è arrivato. Un uomo dai capelli “sale e pepe” che porta sul volto un sorriso pieno, fatto di letture e studi certamente ma anche di esperienze maturate, di vite incontrate lungo il cammino percorso, nelle case, nelle strade, nelle scuole, nelle chiese, di cui l’ultima è stata la parrocchia “Resurrezione”, a Vittoria. È rimasto lì per dodici anni, prima di essere trasferito per decisione del Vescovo; una decisione ponderata, in un tempo di tempeste e incertezze per tutta la Chiesa. Chiamato in causa, quest’uomo ha obbedito alla chiamata e, forse con il cuore un po’ pesante, dal grande portone centrale aperto, ha varcato la soglia della nuova parrocchia. Incerto dapprima, sorpreso dopo. Incerto perchè conosceva la comunità solo in superficie. Sorpreso perchè, fra i presenti, vi erano le persone della chiesa che aveva appena lasciato. Lì c’era davvero la gente; lo hanno seguito in un’altra chiesa a loro poco conosciuta, lo hanno ascoltato durante la messa; lo hanno seguito nel benvenuto preparato dai santacrocesi. E’ il risultato dell’operato di chi, come don Tonino stesso ha detto durante l’omelia, “ha senz’altro il cuore di un sognatore ma la mente di un uomo che ha gli occhi aperti”. E sa far sognare i cuori e aprire gli occhi di quanti sono affidati al suo ministero. Un uomo che, nell’amore, ha seguito gli insegnamenti dei suoi maestri e quelli dei santi, San Giuseppe, fedele credente del sogno, San Giovanni Battista, ultimo fra i profeti e primo fra i credenti, Santa Rosalia, che fece del sacrificio, della preghiera nel silenzio e dell’amore per la gente i fondamenti della sua reggia. Un modo interessante per avvicinarsi al cuore della nuova comunità, “una comunità umana – come ha sottolineato la giovane Gianna Belluardo – che con volontà, gioia di fare, carità, mitezza, pazienza, prende l’impegno di far sentire il nuovo parroco parte integrante del luogo”. Impegno che ha già applicato curando la messa vespertina, i ricordi di seminario e di vita condivisi, le musiche ben eseguite dal coro della Schola Cantorum di Santa Croce Camerina con gli strumentisti della banda “Risveglio Bandistico Kamarinense”, l’Offertorio con la presenza dei responsabili dei vari gruppi parrocchiali.
E non per ultimo, gli auguri, nelle parole dei vari sacerdoti presenti e i doni, uno dei quali consegnato dal Sindaco, Dott. Arch. Giuseppe Dimartino, l’altro portato dai Ministranti. Ma forse il dono più significativo è stato la mano sulla spalla di Don Pino Iacono, ora vicario della stessa Chiesa Madre, figura carismatica pronta a lavorare fianco a fianco con Don Tonino. Un insieme di affetto, scandito da parole, atteggiamenti e ricordi, espresso da persone che, in maniera silenziosa e fiduciosa, richiedono continuità, impegno e cuore a colui che, come lo straniero appena arrivato ai cancelli del Paradiso, porta con sé fede e Speranza, con la luce che illumina lo sguardo dei santi del Signore.
Martina Lorefice
