Vita Cristiana

Pubblicato il 28 Aprile 2025 | di Redazione

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Con Papa Francesco la Chiesa si è aperta alla sinodalità

Uno dei doni che il pontificato di Papa Francesco lascia alla Chiesa è quello di aver valorizzato il Sinodo, che – come ebbe a dire nel suo discorso per la commemorazione dei 50 anni dell’istituzione del Sinodo dei vescovi da parte di Paolo VI – “costituisce una delle eredità più preziose dell’ultima assise conciliare”. Per Papa Paolo VI, infatti, il Sinodo dei Vescovi doveva riproporre l’immagine del Concilio ecumenico nello spirito e nel metodo.

Con la Costituzione Apostolica Episcopalis Communio (2018), Papa Francesco ha voluto trasformare il Sinodo dei Vescovi in “strumento privilegiato di ascolto del Popolo di Dio, prevedendo, nella fase preparatoria, anche la consultazione delle Chiese locali e dei loro organismi di partecipazione. Egli ha esortato i Vescovi a porsi “in ascolto della voce di Cristo che parla attraverso l’intero Popolo di Dio” (EC 5), in forza del fatto che ogni battezzato ha ricevuto il dono dello Spirito Santo.

Il Concilio Vaticano II ha promosso una visione comunionale della Chiesa, Popolo di Dio pellegrino nel tempo e nella storia verso la patria celeste, i cui membri, in forza della comune dignità battesimale, sono investiti della stessa missione ricevuta da Cristo. Papa Francesco ha voluto rivalutazione la categoria di Popolo di Dio ed il tema del sensus fidei dei fedeli, come partecipazione alla funzione profetica di Cristo; questo ha determinato un coinvolgimento di tutti i battezzati nel processo di ascolto e di discernimento sinodale di “ciò che lo Spirito dice alla Chiesa”(Ap 2,7).

Il santo Padre ha promosso una Chiesa dell’ascolto, partecipativa e corresponsabile, dove tutti, secondo la propria vocazione, mettono in comune i doni ricevuti dallo Spirito Santo. Tutta la Comunità cristiana è chiamata a pregare, ascoltare, analizzare, dialogare, discernere e consigliare nel prendere le decisioni pastorali, tenendo presente che il processo sinodale si deve realizzare nel contesto di una Comunità gerarchicamente strutturata, dove l’autorità dei pastori è un dono specifico dello Spirito per l’edificazione del Corpo ecclesiale.

La sinodalità deve essere vissuta nella Chiesa come servizio di tutti i battezzati alla missione evangelizzatrice; essa è “dimensione costitutiva della Chiesa”, indica cioè la sua natura, la sua forma e il suo stile, e la Comunità cristiana dovrebbe esprimerla nel suo modo ordinario di vivere e di operare. La sinodalità indica, anche, quelle strutture e quei processi ecclesiali che in modi diversi coinvolgono il Popolo di Dio nel discernimento sul cammino da compiere e su particolari questioni, per assumere decisioni e orientamenti finalizzati a svolgere la sua missione evangelizzatrice.

Il Papa ha più volte sottolineato che per vivere questo spirito sinodale occorre una profonda conversione ad una “spiritualità di comunione” e a un “noi” ecclesiale, che ci fa sentire attivi e responsabili nell’unica missione del Popolo di Dio. Il cammino sinodale richiede delle disposizioni di fondo: l’ascolto costante e orante della Parola di Dio, fiducia e apertura, un senso maturo di fede (sensus fidei), un pensare con la Chiesa (sentire cum Ecclesia), la gioia di evangelizzare.

Il processo sinodale inizia ascoltando il Popolo credente, come atto non solo auspicabile, ma necessario se si vuole ascoltare “ciò che lo Spirito dice alla Chiesa”(Ap 2,7). Deve essere attivato un ascolto reciproco tra Popolo di Dio, Collegio episcopale e Vescovo di Roma, in cui ciascuno ha qualcosa da imparare dall’altro e tutti devono rimanere in ascolto dello Spirito Santo per ricercare la verità.

La sinodalità rappresenta un nuovo modo di essere Chiesa, più partecipativa e dialogica, più misericordiosa e in ascolto, più decentralizzata, con maggior coinvolgimento delle persone a livello locale e periferico e più cosciente della diversità di carismi che i cristiani pongono a servizio della missione evangelizzatrice.

La trasformazione sinodale è un impegno che ciascuna diocesi deve assumersi responsabilmente a livello locale. Siamo chiamati a collaborare e lavorare insieme in modi nuovi per raggiungere un livello più profondo di corresponsabilità per la vita dell’intera diocesi; per fare questo avremo bisogno di escogitare forme inedite di collaborazione, ripudiare la competizione e l’isolamento, uscire dal torpore del “si è fatto sempre così” ed essere più propositivi e coinvolgenti nei nostri sforzi di evangelizzazione.

“La chiamata alla missione è contemporaneamente la chiamata alla conversione di ogni Chiesa locale e della Chiesa tutta, nella prospettiva indicata nell’Esortazione Apostolica Evangelii gaudium” (Documento Finale della Seconda Sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi- Ottobre 2024, n. 11).

Siamo grati a Papa Francesco per la sua limpida testimonianza evangelica, la sua parola coraggiosa e profetica e per aver indicato a tutta la Chiesa il cammino della sinodalità, come “il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio”.

 

Sac. Sebastiano Roberto Asta


Autore

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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