Politica

Pubblicato il 5 Giugno 2025 | di Vito Piruzza

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Interferenze straniere sul voto Come difendere la democrazia?

Negli ultimi mesi le cronache internazionali hanno portato alla ribalta un problema complesso e con implicazioni assolutamente problematiche: il pericolo di influenza o addirittura di manipolazione del processo democratico.

A dicembre la Corte Costituzionale della Romania ha annullato il primo turno delle elezioni presidenziali sulla base di documentazione che attesterebbe interferenze russe tramite un massiccio coinvolgimento dei social.

Alcune settimane fa l’Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione in Germania, dopo un’istruttoria durata anni in oltre mille pagine di motivazione ha dichiarato che Alternative fur Deutschland «non è compatibile con l’ordine democratico libero», in quanto persegue una politica di matrice etnica che «declassa interi gruppi della popolazione in Germania e viola la dignità umana», questo non comporta in atto una esclusione dell’AfD dalla competizione politica, ma accende i riflettori sulla compatibilità dei principi ispiratori di quel partito.

Ovviamente queste decisioni sono state accolte da cori contrapposti di commenti, da una parte chi ritiene che in questo modo si violi la libertà dei cittadini di scegliere, dall’altro chi plaude alla difesa dei principi fondanti delle costituzioni europee.

La democrazia comporta la libertà di ciascuno di raccogliere consensi sulla base della propria visione della società, ma fino a che punto si può spingere questa libertà?

Normalmente le costituzioni pongono un quadro di valori definendo quelli irrinunciabili e definiscono quindi il perimetro entro cui esercitare il gioco democratico, ma se questo limite viene superato?

E le influenze estere, soprattutto quando provengono da Paesi non democratici o ostili?

In verità abbiamo già vissuto nel secondo dopoguerra, quando il mondo era diviso in due blocchi, il problema dell’influenza e anche dei finanziamenti provenienti dai paesi leader dei due blocchi e sappiamo quanto questo abbia influito sulla impossibilità di alternanza al governo per quarant’anni, ingessando di fatto la democrazia, non possiamo certo tornare a quei periodi!

La democrazia ha il diritto e perfino il dovere di difendersi dagli attacchi di chi mette in discussione i valori su cui si basa, ma può farlo solo con le armi che le mette a disposizione l’ordine costituzionale; anche se questo a volte può sembrare una debolezza della democrazia, fa parte della sua intrinseca e irrinunciabile natura.

In verità la difesa ultima e invalicabile della democrazia è affidata alla condivisione dei valori costituzionali da parte dei cittadini, senza di questo prima o poi qualsiasi democrazia involve e paradossalmente lo farà rispettandone formalmente le stesse regole, è già avvenuto in passato e sta avvenendo adesso nelle varie “democrature” che si vanno affermando nel mondo.

L’unica entità da cui la democrazia non si può difendere sono i cittadini!

Per questo l’educazione ai valori democratici deve essere coltivata da tutte le agenzie educative della società, e costituisce l’unica vera garanzia di perpetuazione dei valori costituzionali.

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