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Pubblicato il 27 Aprile 2020 | di Silvio Biazzo

Libertà e democrazia emersero il 25 aprile 1945

Libertà e Democrazia.  Questi i due elementi fondanti per una società civile che restano scolpiti con lettere di fuoco nell’animo di tutti gli italiani: quella data ricorda l’incalcolabile prezzo di sangue pagato da milioni di essere umani vogliosi di affrancarsi dall’immondo giogo della dittatura. Ancora oggi a distanza di 75 anni si ricordano le vittime dei genocidi nazi-fascisti perché in quel 25 aprile 1945 furono riaffermati i principi di libertà, uguaglianza, giustizia e democrazia: “ è necessario non disperdere la memoria di quegli eventi che consentirono la nascita della Repubblica” è stato più volte detto nel corso di questi decenni.
Il 25 aprile celebra l’anniversario della liberazione dell’Italia dalla occupazione nazi-fascista .
E’ quindi doveroso dedicare un momento di vera riflessione a questa ricorrenza.
Dopo la liberazione d’Italia dai nazifascisti i gruppi politici della Resistenza hanno ricostruito il nuovo stato italiano, uno stato basato sulla democrazia e sul rispetto delle libertà.
È un giorno fondamentale per la storia d’Italia ed assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall’ 8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista.

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui, alle 8 del mattino via radio, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia – il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani , proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari per la Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa. E in quei giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate, parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi, assumendo il potere “in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano”, stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti (tra cui Mussolini, che sarebbe stato scovato e fucilato tre giorni dopo).

Entro il 1º maggio tutta l’Italia settentrionale fu liberata: Bologna (il 21 aprile), Genova (il 23 aprile) e Venezia (il 28 aprile). La Liberazione mise così fine a venti anni di dittatura fascista ed a cinque anni di guerra; la data del 25 aprile simbolicamente rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza e l’avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà prima al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica – consultazione per la quale per la prima volta furono chiamate alle urne per un voto politico le donne – e poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione.

Il termine effettivo della guerra sul territorio italiano, con la resa definitiva delle forze nazifasciste all’esercito alleato, si ebbe solo il 3 maggio, come stabilito formalmente dai rappresentanti delle forze in campo durante la cosiddetta resa di Caserta firmata il 29 aprile 1945: tali date segnano anche la fine del ventennio fascista. Su proposta del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il Principe Umberto, allora Luogotenente del Regno d’Italia, istituì la festa per il 1946, con un decreto legislativo luogotenenziale e all’articolo 1° si legge : “ A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale “. La ricorrenza venne poi celebrata anche negli anni successivi e dal 1949 è divenuta ufficialmente festa nazionale .

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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