Società

Pubblicato il 8 Ottobre 2025 | di Redazione

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La Chiesa che sogniamo: viva, giovane e capace di dialogo

Sono un giovane che vive in un mondo in continua evoluzione, ma con una certezza che non cambia mai: la fede. Tuttavia, non tutti i miei coetanei la pensano come me e spesso mi sono chiesto il motivo. In molte chiese vedo pochissimi giovani, e pian piano ho capito che questo non succede perché non credono in Dio, bensì perché vedono la Chiesa come un’istituzione chiusa e legata a tradizioni che hanno difficoltà a cambiare. Eppure, è proprio attraverso la loro esperienza e sensibilità che i giovani ci indirizzano verso una Chiesa moderna e in grado di comunicare genuinamente il messaggio del Vangelo. Credo che la Chiesa possa davvero stare accanto i giovani, ascoltandoli senza sentenziarli, accogliendo le loro idee e dialogando con loro in modo trasparente e rispettoso. Ho sempre sognato incontri che coinvolgessero intensamente i giovani e spero che tutto questo possa diventare realtà nel futuro. Per fortuna, ad oggi, ci sono ancora giovani che credono come me nell’importanza della fede e che viaggiano addirittura pur di ritrovarsi nel cuore vivo della vita cristiana. È quello che è successo quest’estate al Giubileo dei Giovani. Qui ho vissuto giorni intensi, ho trascorso del tempo con nuove persone con le quali ho vissuto momenti profondamente emozionanti, tra cui, secondo me il più toccante, la veglia del sabato sera con Papa Leone. Durante l’adorazione eucaristica infatti, nonostante fossimo più di un milione di giovani, regnava un silenzio assordante… Un silenzio che parlava al cuore. E quel venticello che soffiava sembrava che Gesù ci stesse accarezzando, incoraggiando e donando speranza. È stato commovente vedere tantissimi giovani riuniti per lo stesso motivo. Oggi sappiamo che tanti ragazzi si allontanano da tutto ciò che riguarda la fede… A volte non solo perché non ricevono dalla Chiesa risposte alle loro domande, ma anche per loro volontà, perché non sentono in quel momento la necessità di Gesù nelle loro vite, o perché si trovano in un periodo in cui altre cose hanno maggiore priorità. Però quello che ho visto in quei giorni mi fa sperare che c’è ancora chi desidera mettere Dio al primo posto e che a farlo siano proprio i giovani. Sogno che esperienze come questa siano l’inizio di una Chiesa rinnovata, viva, fondata sulla fede, forza, e vitalità dei giovani. Questi rappresentano il domani e se non si riesce a cogliere il loro entusiasmo e il loro modo di pensare, la Chiesa non potrà mai sperare di arrivare dritta al loro cuore.

Giuseppe Guastella

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Autore

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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