Le confraternite, pietre vive della Chiesa di oggi
Le confraternite come pietre vive di una Chiesa moderna. È questo il messaggio forte e chiaro emerso nell’incontro zonale ospitato lo scorso mese a Comiso presso il Santuario dell’Immacolata, peraltro piuttosto partecipato, che ha radunato le cinque confraternite cittadine, del SS. Rosario e di Maria dei Sette Dolori presenti nella parrocchia Maria SS. Annunziata, del SS. Sacramento e di Maria SS. Addolorata nella parrocchia della Madrice, di Sant’Antonio nell’omonima parrocchia dedicata al Santo Patavino. Sono intervenuti l’assistente diocesano delle confraternite don Giovanni Nobile e il presidente del coordinamento diocesano delle confraternite Pippo Vona che ha aperto i lavori. L’evento è stato organizzato dal Coordinamento Diocesano delle Confraternite di Ragusa.
È stata un’occasione, oltre che di preghiera e adorazione comune, anche di riflessione e confronto sulla valenza di questi particolari sodalizi nella realtà attuale. Per meglio dire, se rassegnarsi a essere considerati sopravvivenze un po’ nostalgiche di un passato lontano ovvero, come ebbe a definire le confraternite mons. Michele Pennisi, assistente della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia, “autentici nuclei attivi di vita religiosa e civile, espressione dell’umanesimo cristiano”.
“Il magistero della Chiesa sempre ha riconosciuto il valore delle confraternite non solo per conservare un patrimonio storico, artistico, culturale, ma ha visto in loro come dei lavoratori di valori umani, sociali e sorgenti da cui ripartire sempre con rinnovato slancio missionario – ha detto don Giovanni Nobile -. Ogni confraternita, aperta alle opere di misericordia corporale e spirituale, è luogo dell’incontro con Dio, ma anche di fratelli e sorelle, di artigiani di speranza, pellegrini in cammino verso traguardi che anticipano quello finale. Le confraternite restano e vogliono essere sempre presenza di Dio fra gli uomini, e presenza della Chiesa in vari luoghi. Nostro compito è far conoscere a tutti un Dio amico dell’uomo, un Gesù vivo e vivente nella Chiesa, nei cristiani, nei confrati”.
“È importante – ha concluso il sacerdote – che le confraternite attive e operative aiutino le altre esistenti in città o nella diocesi per meglio superare eventuali momenti di criticità che potrebbero presentarsi. Imprescindibile è il coinvolgimento di tutti i confrati e camminare insieme in missione come ha esortato il vescovo mons. Giuseppe La Placa nella sua lettera pastorale che quest’anno, in ciascuna confraternita, sarà oggetto di lettura e riflessione”.
Antonello Lauretta
